Sfida tv: Raggi come Robespierre “incorruttibile”, Giachetti “affonda” in piscina

16 giugno 2016 ore 13:07, intelligo
Di Mario Grassi

Virginia Raggi e Roberto Giachetti ai ferri corti, si scambiano gli ultimi colpi diretti, in vista del ballottaggio di domenica. Il confronto di Sky, fatto proprio nella piazza del Campidoglio, diventa subito una sfida tra programmi contrapposti per il futuro di Roma. 
Si scaldano gli animi proprio sul tasto dolente lamentato da tutti: la pietra dello scandalo Atac l’azienda al centro delle maledizioni dei romani con un buco di bilancio pauroso. Raggi accusa Giachetti di volerla privatizzare e il rivale che risponde "un sindaco dovrebbe saper leggere, non ho mai detto questo". “Gli unici 150 bus nuovi sono merito del commissario Tronca”, dice la pentastellata. “Eh no, è merito del Pd. Non è che quando parli male dell'amministrazione è colpa nostra e quando le cose vanno bene non lo dici”, attacca lo sfidante. E ancora: “Avete già avuto la possibilità di fare quello che volete fare oggi, avete governato per 20 anni”, dice la grillina. “Ho incontrato tanta rabbia in questa campagna elettorale, anche per responsabilità della nostra parte, ma con la rabbia non si va da nessuna parte”, scandisce Giachetti. 

Altro scontro, sulle Olimpiadi. Giachetti le approva convintamente: «Sono una grande opportunità di rilancio per la città. Porterebbero 170 mila posti di lavoro, il prolungamento della metro da Anagnina a Tor Vergata, 150 campi sportivi attrezzati nelle periferie». Se ci fosse un referendum? «Voterei sì». La Raggi invece non dice cosa voterebbe un po' sulle uova “ma hai già votato contro in Aula – pizzica Giachetti - così come sul taglio delle partecipate”, ripete che per lei «non sono una priorità» e promette di «impegnarsi a indire il referendum per far esprimere i cittadini».
Ed è proprio sul tema delle consultazioni «con i cittadini» che l’avvocato sembra andare in difficoltà. Dal pubblico una ragazza le chiede cosa farebbe se venisse indagata: si rivolgerebbe al web, ma dove? «Bisognerebbe iscriversi al sito di Beppe Grillo?», è la domanda. «Potranno votare sul sito del Comune di Roma oppure sul blog di Grillo», risponde l'ex consigliera M5s. A Giachetti viene chiesto dei suoi casali extra-lusso con piscine: “Sono solo due, non ho pensato di farci un agriturismo” qui si vede il candidato in grande difficoltà. Si parla di strade, non solo nel senso di buche. Giachetti intitolerebbe una via «a Marco Pannella»; la Raggi, ancora una volta, non si sbilancia: «Chiederò ai cittadini», rimettendo sempre lo stesso disco.

Come si suol dire la lingua batte dove il dente duole, ed un dente avvelenato è quello di Mafia Capitale. Ai candidati viene chiesto di rivolgersi direttamente a Carminati, guardando nella cinepresa. «Non ho nulla da dirgli - è il messaggio di Giachetti - ma se divento sindaco sarò vigile e attento affinché non ci siano più situazioni come quelle viste finora”, prosegue affermando "vigileremo perchè quelle infiltrazioni non ci siano mai più". “Noi siamo incorruttibili”, la
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risposta dell'avvocato 5 stelle. Che ripete: «Bisogna aggredire sprechi e privilegi». Schermaglie anche sul buco di bilancio da 13 miliardi che grava sul Comune di Roma. La Raggi stavolta non dice, come aveva fatto in Rai, di non volerlo pagare (affermazione che fa dubitare ancora una volta di lei dopo il caso Acea), ma promette di volerlo «rinegoziare». E Giachetti la attacca: «Hai cambiato idea».
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L'emergenza rifiuti rappresenta un’ulteriore occasione di scontro. Roma, vetrina d'Italia, dovrebbe avere una pulizia eccelsa considerati i quasi ottomila dipendenti della sua municipalizzata ambientale, invece è invasa dall'immondizia. «Io vengo da via delle Botteghe Oscure, è pieno di immondizia e fa schifo», parte il candidato del Pd, che promette: «Abbasseremo la Tari». Altra riduzione assicurata dal renziano riguarda le pesanti rette degli asili nido, aumentate del 22 per cento in tre anni. «Per chi ha il terzo figlio, la scuola sarà gratuita». La Raggi invece sembra impreparata rispondendo tanto per non fare scena muta: «Non faccio queste promesse in campagna elettorale, ma allargheremo le fasce di esenzione». E sui rifiuti, arriva l'ennesima stoccata ai dem: «Il problema è che la scorsa giunta del Pd ha detto di aver chiuso la discarica di Malagrotta, ma non ha approntato un sistema di gestione dei rifiuti».

Unico punto di concerto tra i due: la Chiesa deve pagare l'Imu per gli immobili commerciali. Prima dell'appello finale, ai candidati arriva la domanda sulla futura giunta. Giachetti, che l'ha già presentata, va a memoria: «Livia Turco, l'ex questore Tagliente, gli ex assessori Scozzese e Rossi Doria, il cervello in fuga Lorenza Baroncelli». E la Raggi «ha completato la squadra?», chiede il conduttore. «La sto completando... - risponde lei - Ma sta venendo fuori molto bella. Sto vagliando i curriculum insieme allo staff romano che mi assiste», vale a dire il direttorio di parlamentari (quello criticato come cabina di controllo della candidats sindaco 5S) deciso dai vertici del M5s. Appello finale: la Raggi scivola ed usando le parole del nemico dichiara usando uno slogan renziano: «Cambieremo verso a Roma». Giachetti: «Fare il sindaco è il più grande sogno della mia vita».


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