I tesori del Circo Massimo tornano a splendere. Raggi: "Un onore essere qui"

16 novembre 2016 ore 20:24, Andrea Barcariol
Un'operazione di recupero durata 6 anni che restituisce alla capitale uno dei suoi gioielli più famosi e amati: il Circo Massimo. L'area archeologica da  domani riaprirà al pubblico con ingresso da piazza di Porta Capena. Presente all'inaugurazione la sindaca di Roma Virginia Raggi, visibilmente soddisfatta. «Benvenuti, è importante aver restituito alla città un'area così preziosa per la città, dal 2009 oggetto di recupero. E' un onore per me essere qui». Ampio l'elenco degli interventi che hanno dato una nuova leggibilità al monumento, dalla realizzazione di nuovi percorsi di visita con relativi impianti di illuminazione alle operazioni di restauro delle strutture nella zona dell'emiciclo, dalla realizzazione di una terrazza panoramica sul margine meridionale dell’area al restauro delle mura antiche della Torre della Moletta (realizzata nel XII secolo), su cui si è lavorato anche per il consolidamente statico.

I tesori del Circo Massimo tornano a splendere. Raggi: 'Un onore essere qui'
All'evento hanno partecipato l'assessore alla Cultura Luca Bergamo e il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali, Claudio Parisi Presicce che ha ringraziato «i tecnici della sovrintendenza e di Zetema» e sottolineato l'importanza dell'intervento: «E' un giorno speciale perché non è soltanto la fine di un lungo e complesso lavoro, ma la restituzione alla città di uno dei monumenti più importanti della Roma antica, il più grande monumento per spettacoli che si conosca». Il Circo Massimo era in grado di ospitare fino a 250mila spettatori. Nel corso dei secoli con i suoi 600 metri di lunghezza e 140 di larghezza, ha vissuto innumerevoli trasformazioni. Fin dall’età regia, infatti, si sono svolte manifestazioni pubbliche di ogni genere: competizioni ippiche, cacce con animali esotici, rappresentazioni teatrali, esecuzioni pubbliche, ma anche processioni religiose e trionfali. In seguito l’area è divenuta luogo di passaggio dell'acqua Mariana, ha ospitato coltivazioni agricole e mulini, è divenuta proprietà privata della famiglia Frangipane, cimitero degli Ebrei per poi ospitare, a partire dal XIX secolo, gli impianti del Gazometro, magazzini, manifatture, imprese artigianali e abitazioni.

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