Sfregio al Colosseo, è 'immobilismo capitale': vandali indisturbati

17 gennaio 2017 ore 13:51, Luca Lippi
Sfregiato l’anfiteatro Flavio, meglio conosciuto come ‘Colosseo’, ma soprattutto riconosciuto dal 1980 come patrimonio dell’umanità dall’Unesco, insieme a tutto il Centro storico di Roma, le Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia e la Basilica di San Paolo fuori le mura. Nel 2007 il Colosseo, unico monumento europeo, è stato anche inserito fra le Nuove sette meraviglie del mondo, a seguito di un concorso organizzato da New Open World Corporation.
Un regalo che la storia ha fatto a tutta l’umanità, e l’unico dovere dell’umanità dovrebbe essere quello di trattare bene questi regali.
Su un pilastro, appena restaurato, sono comparse due scritte fatte con vernice nera: “Balto” e “Morte”. Gli inquirenti stanno indagando e il sospetto è che potrebbero essere stati gli stessi due turisti brasiliani di 31 e 33 anni che sono entrati all’interno del monumento arrampicandosi oltre le inferriate a commettere lo sfregio. Resta da capire come abbiano fatto a eludere la sorveglianza. Pare che fossero ubriachi, tanto che uno dei due è scivolato frantumandosi il bacino.
La squadra di pronto soccorso per il Colosseo è già al lavoro per rimuovere lo scempio lasciato dai vandali domenica notte sul pilastro secolare al piano terra del "tempio" dei gladiatori.
In attesa di capire se i due eventi (il blitz notturno e le scritte vandaliche) siano collegati, gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere di videosorveglianza.

Sfregio al Colosseo, è 'immobilismo capitale': vandali indisturbati

Purtroppo gli atti vandalici sui monumenti sta subendo una recrudescenza, l’elefantino del Bernini a piazza della Minerva, sfregiato nella notte tra il 13 e il 14 novembre 2016, o le devastazioni in piazza di Spagna perpetuate nel febbraio 2015 da alcuni tifosi olandesi del Feyenoord sono solo gli esempi più recenti.
Quanto accaduto, in un momento particolarmente delicato sotto il profilo della sicurezza, rilancia il tema della tutela dei monumenti. Possibile che, malgrado il maxi schieramento di forze dell’ordine possano accadere episodi come quello dell’incursione notturna al Colosseo?
Dopo l’episodio di piazza della Minerva c’era chi proponeva di proteggerlo con una cancellata (stessa soluzione prospettata per la scalinata di Trinità dei Monti, tornata luogo di bivacco subito dopo il restauro), ma l’assessore alla Cultura, Luca Bergamo si è sempre detto contrario all’idea di blindare i monumenti con recinzioni che li avrebbero fatti sembrare relegati dentro una specie di zoo. Nel frattempo, dopo l’ennesima incursione all’interno dell’Anfiteatro Flavio, la soprintendenza per i Beni archeologici di Roma ha fatto sapere che sta per entrare in funzione un nuovo sistema di allarme tecnologico anti-vandali. Il dispositivo, tra l’altro, non dovrebbe scattare al passaggio di animali, come gatti o gabbiani, che si aggirano quotidianamente all’interno del Colosseo.
Vittorio Sgarbi, critico d'arte, opinionista e scrittore, dopo quanto accaduto all’elefantino del Bernini di Piazza della Minerva disse:Il centro storico di Roma dovrebbe avere l’Esercito o la Polizia Municipale a guardia dei monumenti. O andrebbero bene anche volontari fissi, purché ci sia un esercito di controllori. C’è un problema di sottovalutazione dei beni culturali. Se stessi al Governo userei più militari possibili per applicarli alla tutela dei monumenti”. 
Un altro ferrarese è intervenuto sull’argomento sicurezza dei beni culturali, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. A caldo ha condannato il gesto vandalico bollandolo come “un autentico sfregio a un monumento simbolo del patrimonio culturale mondiale”. Il responsabile del Mibact ha anche insistito sulla necessità di “pene più severe per chi compie simili gesti, così come previsto dal disegno di legge delega approvato lo scorso 23 dicembre dal governo che introduce, tra l’altro, specifiche fattispecie di reato per il deturpamento, il danneggiamento e l’imbrattamento di beni culturali e paesaggistici”.

autore / Luca Lippi
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