Roma, laboratorio del grande centro. Ma Salvini a Berlusconi: "Noi mai con Alfano"

17 maggio 2016 ore 10:32, Americo Mascarucci
C'è di tutto e di più in queste elezioni amministrative nella Capitale.
L'elezione del nuovo sindaco di Roma sembra un dato quasi irrilevante di fronte ai movimenti politici in corso, ai laboratori che sembrano propedeutici alle prossime elezioni politiche.
Salvini e la Meloni che tentano di rifondare il centrodestra smarcandosi dalla leadership di Berlusconi; l'ex Cavaliere che cerca di recuperare i centristi dell'Ncd per ricostruire un polo moderato sul modello del vecchio Popolo della Libertà; sullo sfondo le ipotesi di possibili accordi sotto banco fra la Lega e il Movimento 5Stelle, sospetti avvalorati dalle dichiarazioni di Salvini che ha detto di preferire Virginia Raggi a Roberto Giachetti in caso di ballottaggio fra i due.
Una cosa è comunque certa: la candidatura della Meloni ha avuto come sicuro effetto quello di ricompattare tutto il fronte degli ex An che non si riconoscono in Fratelli d'Italia (da Gasparri a Storace, passando per Fini e Augello fino alla Mussolini) intorno alla candidatura di Alfio Marchini appoggiato anche da Forza Italia che paradossalmente si ritrova dalla stessa parte di quelli che ha definito a lungo "i traditori": Alfano, Casini, Follini, Quagliariello e, udite, udite, anche Gianfranco Fini su cui da anni era calata dalle parti di Arcore una sorta di damnatio memoriae. Ebbene, anche Fini e gli ex di Futuro e Libertà che sono rimasti con lui sono in campo per sostenere Marchini.

Roma, laboratorio del grande centro. Ma Salvini a Berlusconi: 'Noi mai con Alfano'
Berlusconi ha ormai compreso che il suo principale avversario è Salvini che punta alla leadership del centrodestra e sa perfettamente che, per arginare questo rischio dovrà ricompattare il fronte cosiddetto centrista. L'appoggio a Marchini è proprio il primo passo verso questa strategia che punta a rendere minoritario il Carroccio come ai tempi del Popolo della Libertà. Quando cioè i leghisti erano sì alleati, ma di minoranza.
Perché in fondo l'ex Cavaliere è consapevole che senza i voti della Lega il centrodestra non avrà alcuna possibilità di successo. 
L'accordo con la Lega è dunque essenziale ma serve un nuovo Pdl che metta fine al rischio di una Forza Italia ridotta a sudditanza del Carroccio.
Salvini da parte sua lascia aperte le porte al dialogo con gli azzurri ma al tempo stesso, consapevole della strategia berlusconiana, ha già fatto sapere che non vorrà avere a che fare né con Alfano, né con Casini, né con Fini. Lo ha detto e ribadito a chiare lettere in diretta tv da Lucia Annunziata.
Dove ha anche annunciato che in caso di ballottaggio fra Giachetti e la Raggi darà indicazione di votare la candidata grillina. 
Insomma l'unità del centrodestra resta una chimera. 
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