Solidarietà alla donna e madre Alessandra Mussolini. Quello che i giornali non dicono...

17 marzo 2014 ore 12:48, Americo Mascarucci
Solidarietà alla donna e madre Alessandra Mussolini. Quello che i giornali non dicono...
Alessandra Mussolini può piacere o non piacere, le sue idee possono essere condivisibili o meno,ma in questi giorni non si può non essere solidali con una donna, una madre e soprattutto una moglie che si è vista crollare il mondo addosso.
Qui la politica non c’entra nulla, è una questione di rispetto umano, un rispetto che la senatrice Mussolini merita fino in fondo. Il marito Mauro Floriani, già ufficiale della Guardia di Finanza e manager di successo, sposato a Predappio nel 1989 dopo lunghi anni di fidanzamento, è finito nell’inchiesta sulle baby squillo dei Parioli ed è risultato essere uno dei frequentatori delle sedicenni che si prostituivano in cambio del denaro necessario per acquistare capi d’abbigliamento firmati, cellulari di ultima generazione e altro. Floriani consapevole del fatto che gli inquirenti tramite i tabulati telefonici sarebbero risaliti a lui, ha provato a giocare d’anticipo presentandosi spontaneamente ai carabinieri e negando di aver avuto rapporti sessuali con le minorenni. Le spiegazioni fornite però sarebbero risultate in contraddizione con il materiale probatorio raccolto nel corso delle indagini al punto che, messo alle strette, l’uomo si è trovato costretto a cambiare la versione dei fatti, ammettendo i rapporti con una di queste ma sostenendo di essere stato sempre all’oscuro dell’età delle ragazze.
Solidarietà alla donna e madre Alessandra Mussolini. Quello che i giornali non dicono...
Sarà l’inchiesta a fare luce sulla vicenda e ad accertare le effettività responsabilità penali di Floriani che ovviamente, come tutti, resta innocente fino a sentenza definitiva. Se non fosse stato il marito della Mussolini probabilmente sarebbe rimasto uno dei tanti presunti clienti delle baby squillo e non sarebbe finito alla ribalta della cronaca, né sulla graticola mediatica. Ironia della sorte ha voluto che Floriani fosse il marito di una parlamentare che per anni ha fatto della tutela dei minori il suo cavallo di battaglia. Alessandra Mussolini si è battuta contro la pedofilia e la prostituzione minorile, impegnandosi senza sosta per inasprire al massimo le pene per quanti abusano di minorenni. Più volte la senatrice di Forza Italia ha motivato il suo impegno su certe tematiche evidenziando il suo ruolo di madre con conseguente necessità di proteggere tutti i minori, e quindi anche i suoi figli, dai tanti “orchi”; quegli orchi che si possono nascondere in mille ambiti, sotto le vesti del maestro, del sacerdote, del parente stretto, del padre dell’amico e così via. Incredibilmente oggi proprio il marito si trova a rispondere di un reato che ha a che fare con l’offesa alla dignità dei minori e rischia di essere punito in virtù di quelle stesse pene introdotte nel codice penale anche grazie ad Alessandra Mussolini. La quale a leggere le cronache dei giornali in questi giorni si è dichiarata distrutta. Distrutta dal fatto di essersi ritrovata al fianco un uomo che non soltanto l’ha tradita, ma addirittura è accusato di aver avuto rapporti sessuali con ragazze della stessa età di sua figlia; distrutta per i figli che difficilmente potranno essere protetti dal clamore mediatico che si è abbattuto sulla famiglia e che non potrà non avere ripercussioni negli ambienti che sono soliti frequentare; distrutta perché lei è un personaggio pubblico, amato ed odiato politicamente a seconda dei punti di vista, sanguigna come pochi e come detto, impegnata da sempre a tutela dei diritti dei minori. Diritti che il marito, qualora fossero confermate le accuse a suo carico, avrebbe violato in modo grave. La Mussolini merita il massimo rispetto e la più umana comprensione e sono certamente da condannare certe battute ironiche e certi commenti disgustosi che hanno popolato il web in queste ore. Proprio la settimana scorsa chi scrive, si è trovato su queste stesse colonne a dissentire dalla Mussolini in merito alla proposta di legalizzare la prostituzione creando delle apposite zone in cui esercitare il mestiere dietro controllo medico e versamento delle tasse. Oggi però non si può non essere solidali con la donna politica, con la moglie e con la madre che sta affrontando un percorso doloroso quanto umiliante. Lei ed i suoi figli sono le prime vittime di questa squallida vicenda, ma al contrario è la prima a pagare per le responsabilità di Floriani; non a caso tutti i titoli dei giornali degli ultimi giorni non hanno fatto altro che indicare l’uomo, sempre e solo, come “il marito della Mussolini”. Che dire? La gogna mediatica era scontata, ma se è vero che le colpe dei padri mai dovrebbero ricadere sui figli, a maggior ragione quelle dei mariti non dovrebbe essere fatte ricadere sulle mogli o viceversa. Chiudendo con un po’ d’ironia, moglie e marito alla fine non sarebbero nemmeno tanto parenti.
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