Mondo di mezzo, sentenza giudici: "Non è mafia e non deriva da Banda Magliana"

17 ottobre 2017 ore 13:19, intelligo
Stanno uscendo le spiegazioni dei giudici della decima sezione penale di Roma nelle motivazioni della sentenza del processo. "Non è possibile stabilire una derivazione tra il gruppo operante presso il distributore di benzina, l'associazione operante nel settore degli appalti pubblici e la Banda della Magliana, gruppo criminale organizzato e dedito ad attività criminali particolarmente violente e redditizie (il traffico e lo spaccio di droga, il gioco d'azzardo, le usure e le estorsioni, il possesso di armi e gli omicidi per assicurarsi il controllo del territorio ) che ha operato nella città di Roma, ramificandosi pesantemente sul territorio, oltre 20 anni orsono, tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni 90". 
Mondo di mezzo, sentenza giudici: 'Non è mafia e non deriva da Banda Magliana'

NON E' MAFIA
"È impossibile, aggiunge il Tribunale in riferimento agli affari di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati nella pubblica amministrazione, "attribuire mafiosità all'associazione volta al conseguimento illecito di appalti pubblici mediante intese corruttive: ai fini del reato di cui all' art. 416 bis c.p. è necessario l'impiego del metodo mafioso e, dunque, il reato non si configura quando il risultato illecito sia conseguito con il ricorso sistematico alla corruzione, anche se inserita nel contesto di cordate politico-affaristiche ed anche ove queste si rivelino particolarmente pericolose perché capaci di infiltrazioni stabili nella sfera politico-economica". 

INQUINAMENTO APPALTI PUBBLICI 
Non vi è dubbio che i fatti accertati siano di estrema gravità, come sottolineano nelle 3200 pagine di motivazioni della sentenza i giudici della decima sezione penale, "intanto per il loro stesso numero, poi per essere stati i reati-fine realizzati in forma associata, con la costituzione delle due associazioni delle quali si è detto, ed infine per la durata stessa della condotta antigiuridica, che è proseguita nel tempo e che, con l'affinamento dei metodi di azione, ha creato le premesse per una permanente operatività, interrotta soltanto dalle indagini prima e dal processo poi".
"Nel settore degli appalti pubblici l'associazione ha avuto la capacità di inquinare durevolmente e pesantemente, con metodi corruttivi diffusi, le scelte politiche e l'azione della pubblica amministrazione". E' quanto scrivono i giudici nella sentenza del processo a "Mondo di mezzo".
autore / intelligo
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