Terrorismo, Roma blindata: le misure di Alfano per la sicurezza. "Mobilitati" anche Microsoft, Google, Facebook

18 febbraio 2015 ore 13:17, Micaela Del Monte
I luoghi sensibili sono tanti e la preoccupazione è alta in tutto il Paese, ma la Capitale si sta mobilitando per cercare di contrastare gli eventuali attacchi terroristici. 

 Per questo motivo sono stati attrezzati uomini e mezzi per blindare Roma. Armi e regole precise per controllare la situazione con il chiaro indirizzo di sparare se necessario. Vista quindi l'allarme lanciato direttamente dai militanti dell'Isis i soldati non verranno più impegnati soltanto per i posti fissi fuori da ambasciate, musei, basiliche e monumenti, ma anche fra la gente. Queste sono le direttive dettate dal ministro dell’Interno Angelino Alfano che ieri sera durante il vertice in Viminale ha riunito oltre ai vertici delle Forze dell’Ordine anche quelli dello Stato Maggiore dell’Esercito.

Terrorismo, Roma blindata: le misure di Alfano per la sicurezza. 'Mobilitati' anche Microsoft, Google, Facebook
E dopo l’annuncio del prefetto Giuseppe Pecoraro sulla necessità di 500 uomini in più per la vigilanza sulla Capitale sono stati infatti identificati i luoghi più delicati da sorvegliare, ma c'è anche una lista di strade, palazzi e persone sulle quali si è concentrata l’attenzione degli investigatori visti anche gli attacchi terroristici di Parigi e Copenhagen che hanno visto quanto cani sciolti e lupi solitari possano essere pericolosi. Ed è proprio per questo motivo che ai militari potrebbero essere assegnati compiti specifici, che possono anche andare oltre alle vigilanze armate. In questo senso non sarebbe escluso l’utilizzo di veicoli blindati, non soltanto le jeep, per poter affrontare un panorama di situazioni che fino a oggi si pensavano lontane da Roma. 

Già da ieri i controlli si sono intensificati in tutta la Capitale: 4.800 militari tra polizia, carabinieri e Finanza sono stati mobilitati per un servizio di vigilanza più efficiente e dare più sicurezza a cittadini e turisti. Anche per questo è stato ordinato a tutte le Forze dell'Ordine di tenere accesi i lampeggianti blu per essere più visibili e dare probabilmente qualche sicurezza in più a chi passeggia per la città. Anche i romani sono stati esortati più volte a collaborare nella vigilanza, segnalando persone e situazioni considerate sospette. Una sensibilizzazione che ha da tempo coinvolto gli agenti della polizia municipale, già utilizzati (ma fra le polemiche per la mancanza di dotazioni di difesa) al Ghetto per la chiusura delle strade d’accesso ai non residenti, e i vigilantes, in particolare quelli in servizio nelle stazioni della metropolitana, un altro dei punti caldi del sistema di sicurezza cittadino.

Terrorismo, Roma blindata: le misure di Alfano per la sicurezza. 'Mobilitati' anche Microsoft, Google, Facebook


I luoghi considerati sorvegliati speciali sono il Pantheon e il Colosseo, presidiati dalle Forze dell'Ordine da quando l'allerta terrorismo nella Città Eterna è salita ai massimi livelli. All'Anfiteatro Flavio, in particolare, i controlli sono strettissimi, gli agenti setacciano uno alla volta gli zaini dei turisti con i metal detector portatili, aprendo quelli sospetti. E questo crea disagi e lunghe cose all'ingresso. Blindato è comunque tutto i centro storico di Roma, dai Fori Imperiali a piazza Navona. Chiese, musei e monumenti sono sotto sorveglianza, come tutti quei luoghi quotidianamente presi d'assalto dai turisti e che potrebbero essere presi di mira. Anche nel quartiere ebraico l'attenzione è alta e le misure di sicurezza verranno intensificate anche per quanto riguarda la scuola ebraica, ma anche tutte le altre scuole straniere della Capitale.

In ogni caso la rete di vigilanza è in continuo aggiornamento, come anche la sorveglianza dei centri d’accoglienza e delle strutture per rifugiati, in provincia e in tutto il Lazio: si attendono nelle prossime settimane le conseguenze dell’ondata di sbarchi di questi giorni in Sicilia.

Inoltre il ministro Alfano ha incontrato al Viminale i rappresentanti dei principali network e aziende informatiche, da Microsoft a Google e Facebook, per mettere a punto le misure necessarie per contrastare l'uso di internet a fini terroristici, perché il terrorismo va combattuto anche sul web.
caricamento in corso...
caricamento in corso...