Giachetti in campo e riecco Marino. Bobo è pronto "alle primarie"

18 gennaio 2016 ore 11:09, intelligo
A tutto Giachetti. La prima candidatura alle primarie Pd per il sindaco di Roma è in campo. Con un video-messaggio, in perfetto stile renziano, il vicepresidente della Camera dice ai romani perché si lancia nella “piazza” delle amministrative che nella Capitale si trasformerà nella ‘madre di tutte le battaglie’. Con Renzi che non solo ci ‘mette’ il candidato ritenuto più giusto e non a caso uno degli slogan che raccontano la candidatura di Giachetti è “un romano romanista per Roma”, ma anche la faccia (politica), dopo i guasti di Mafia Capitale e il partito romano ridotto a pezzi.  

CHI E’ GIACHETTI. Di macchina amministrativa Giachetti se ne intende essendo stato ex capo di gabinetto della giunta Rutelli (dal 1993 al 2001). Cinquantaquattro anni, un militanza nel partito Radicale poi nella Margherita, Giachetti fa politica da quando aveva 18 anni. Dal Campidoglio a Montecitorio, ma ora per Giachetti potrebbe aprirsi il percorso contrario se le primarie del partito lo incoroneranno candidato sindaco e se i romani lo confermeranno nel voto. Esperto e conoscitore dei regolamenti parlamentari, Giachetti in questa legislatura si è distinto per alcune battaglie e su tutte quella per l’abolizione del Porcellum culminata in una mozione che venne bocciata dagli stessi firmatari del suo partito e in uno sciopero della fame. Nel video, Giachetti parla direttamente ai romani ammettendo che sarà una “prova gravosa”: “Io ho deciso di provare a metterci del mio ma so perfettamente che Roma non cambierà mai se si delega tutto ad un’unica persona o anche a una squadra, per quanto in gamba; Roma deve cambiare anche nei suoi modi e ciascuno di noi e di voi deve sentirsi chiamato in causa per produrre questo cambiamento”. 

Giachetti ha dalla sua parte il premier e i vertici del partito, nazionale e romano, a cominciare dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti ma certo la spina del fianco del Pd, per il momento resta il no di Sel a fare primarie di coalizione di fatto sancendo l’alleanza (mentre per Milano ha detto sì) e pure il no di Sinistra Italiana che con il leader Stefano Fassina – che molti danno a un passo dalla candidatura a sindaco – boccia l’ex compagno di partito. Altro nodo da sciogliere è quello della data delle primarie: il presidente del Pd le vorrebbe per il 6 marzo 2016 ma non è ancora detta l’ultima parola. Quanto alle altre candidature, i rumors mettono in pista quella di Bianca Berlinguer e di Walter Tocci con una lista civica, ma si sa in queste ore il ventilatore della politica viaggia a velocità sostenuta. Infine, Giachetti dovrà fare i conti con un’altra incognita: Ignazio Marino e l’opzione di una sua candidatura per il Campidoglio con una propria lista. Oppure, come segnalano gli spifferi di Intelligonews, potrebbe ‘spiazzare’ presentando la sua candidatura alle primarie del Pd. Nella sua prima uscita da candidato a La7 risponde al fuoco di fila delle domande e sul contestato nodo del ddl Cirinnà mostra sicurezza. Alla domanda se da sindaco celebrerebbe o meno nozze gay, lui risponde: "Lo farei molto volentieri nel momento in cui c'è una legge". Un modo per inviare una stoccata alla "fuga in avanti" di Marino e per segnare un cambio di passo, anche nel Pd. Renziano, of course.

LuBi
autore / intelligo
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