Epidemia al San Camillo: 16 bimbi contagiati da stafilococco, il batterio intelligente

18 marzo 2016 ore 8:18, Andrea Barcariol
E' partita da un bimbo del nido e si è diffusa velocemente per tutto il reparto. Un'epidemia di stafilococco ha colpito la Neonatologia dell'ospedale S.Camillo di Roma. L'allarme è scattato lo scorso 23 febbraio. Colpiti 16 bambini (privi di altre patologie) risultati positivi al batterio mentre il personale coinvolto è stato di 17 individui 'colonizzati', che sono venuti in contatto con il batterio senza sviluppare la malattia. Sono stati sottoposti a controlli con tampone nasale 215 operatori (Nido, Patologia neonatale, Terapia intensiva neonatale e subintesiva, blocco ostetrico e ginecologia).
Tra i genitori dei bimbi non si è registrato nessun caso. Il 23 febbraio scorso la direttrice dell'Uoc di Neonatologia ha allertato la direzione sanitaria per la presenza in alcuni bambini del nido di segnali riconducibili al batterio, che si trasmette per via aerea. E' scattata così la procedura prevista in questi casi e si è attivato il Servizio regionale di sorveglianza epidemiologica e controllo delle malattie infettive. Immediatamente sono partite le indagini epidemiologiche che hanno dato esito positivo per 16 bimbi in totale. L'ospedale ha subito fatto scattare i protocolli di sicurezza che vengono attivati in circostanze simili: separati i bambini colpiti da quelli sani, individuato un nido alternativo, stabilito percorsi diversi e i 17 operatori coinvolti sono stati allontanati dal servizio per 48 ore e trattati con antibiotici. Sono tutti tornati in servizio dopo 5 giorni una volta sottoposti ad un nuovo tampone risultato negativo Dall'11 marzo non risultano nuovi casi.

Epidemia al San Camillo: 16 bimbi contagiati da stafilococco, il batterio intelligente
Lo stafilococco può avere conseguenze a vari livelli di gravità, ma i casi riscontrati al San Camillo hanno riportato per lo più infiammazioni della cute, congiuntiviti e otiti. Nessun caso si è verificato a Terapia intensiva e Subintensiva. Il problema è che questo batterio ha imparato a «difendersi» e oggi è diventato resistente a circa il 70% degli antibiotici disponibili.
Sul caso il Codancos ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, chiedendo di fare chiarezza sull'episodio e di accertare le responsabilità conesse alla diffusione dell'epidemia. “In particolare chiediamo alla magistratura di aprire una indagine alla luce delle possibili ipotesi di epidemia e lesioni, oltre che per la violazione delle norme relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro in base al D. Lgs 81/2008”, spiega il presidente Carlo Rienzi, candidato a sindaco di Roma. “Già per la vicenda della Tbc al Gemelli abbiamo avviato una dura battaglia legale, volta ad ottenere il riconoscimento dei diritti delle famiglie coinvolte nello scandalo sanitario, famiglie che finora non hanno ottenuto alcuna giustizia. Allo stesso modo tuteleremo i genitori dei bimbi ricoverati al S. Camillo e risultati positivi allo stafilococco aureo”.
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