Sciopero a Roma: due milioni a piedi e chiuse tutte le metro

18 marzo 2016 ore 14:31, Luca Lippi
La scelta è se rimanere chiusi in casa oppure chiusi in macchina, una scelta obbligata in giornate di sciopero come quella di oggi, il solito venerdì il solito disagio, anzi no, un po’ di più! Stavolta la città è letteralmente in ginocchio, ad incrociare le braccia sono i lavoratori di Atac. Bus, metro, tram e treni locali gestiti da Atac a rischio fino alle 12.30. 
L'ora X è scattata alle 8.30. Chiuse le tre linee della metropolitana A, B e C. Lo stesso per la ferrovia locale Roma-Lido. Attiva ma con riduzioni di corse la Roma-Viterbo nel tratto urbano e regolare nel tragitto extraurbano Montebello-Catalano. Attiva ma con forti riduzioni delle corse anche la Termini-Centocelle.

Sciopero a Roma: due milioni a piedi e chiuse tutte le metro
Ora va tutto bene, i diritti sono diritti, le ragioni discutibili ma in democrazia tutti hanno il diritto di poter comunicare il loro disagio, va bene anche che lo sciopero, qualunque sia, serve per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e allora il disagio è inevitabile, ma una domanda sorge spontanea, ma se la metro C è all’avanguardia perché gira senza macchinisti perché governata automaticamente da una sala operativa, chi fa sciopero?
Pura curiosità, nei fatti 2 milioni di persone inviperite sono a piedi, a Roma il prefetto Franco Gabrielli ha disposto la riduzione di quattro ore della durata dell'astensione dal lavoro dei dipendenti Atac. La decisione è stata assunta in considerazione dei "rischi di gravi ripercussioni sul sistema di mobilità derivanti da una serie di fattori che vengono a concentrarsi" in città, come l'incremento dei flussi di pellegrini e visitatori in una data a ridosso della "domenica delle palme" (prima che fosse revocato) anche il concomitante fermo nazionale dei taxi che era previsto per quattordici ore. I conducenti delle auto bianche hanno infatti deciso di "sospendere temporaneamente" l'agitazione nazionale indetta contro la deregolamentazione del settore, con nel mirino Uber e le auto a noleggio con conducente. Lo hanno fatto sapere fonti sindacali al termine dell'incontro che si è svolto al Ministero dei trasporti. Tutte le 10 sigle che hanno indetto lo stop hanno sottoscritto la decisione di sospendere la protesta, alla luce degli impegni assunti dal governo.
Un campanello d’allarme per la schiera di candidati alla carica di sindaco di Roma, forse potrebbe far cambiare idea a qualcuno, Roma non è una città facile da governare, le problematiche sono troppo incastrate l’una all’altra e i cittadini sono ormai stanchi, pronti a dare credito a chi fa promesse ma sul piede di guerra alla minima perdita di tempo o tentennamento perché gli animi sono al limite della sopportazione. Ci stanno provando con un poliziotto a governare la città, ma i risultati sono solamente una staticità che “Nomen omen” è tronca dalla caduta di chi non si era mai insediato.

autore / Luca Lippi
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