Regione Lazio, il centrodestra sfoglia la margherita e attende voto siciliano

18 ottobre 2017 ore 10:20, intelligo
Il mosaico delle candidature per la Regione Lazio si è ormai in larga parte completato, ma il centrodestra continua a prendere tempo e a rinviare il tempo della decisione finale. Pd e Movimento 5 Stelle hanno ormai completato la scelta senza particolari fratture o polemiche. 

ZINGARETTI
“Sono in campo e a disposizione per questo progetto”, ha annunciato il presidente uscente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ufficializzando la sua candidatura al secondo mandato. “Sono pronto a rilanciare una grande sfida che ricostruisce una maggioranza più larga e plurale”. Nel 2013 Zingaretti era sostenuto da Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Partito Socialista Italiano, Lista Zingaretti e Centro Democratico. Questa volta punta a portare dentro al progetto i bersaniani di Mdp, aiutando questo processo con una legge elettorale che preveda una soglia di sbarramento per le coalizioni in modo da sventare le tentazioni di strappi ed eventuali navigazioni in solitaria. Zingaretti dovrà fare i conti anche con la cabala visto che tradizionalmente nel Lazio è praticamente impossibile strappare un secondo mandato.
Regione Lazio, il centrodestra sfoglia la margherita e attende voto siciliano

M5S
Il Movimento 5 Stelle, come è noto, punta tutto su Roberta Lombardi che ha vinto le Regionarie con 2952 voti contro i 2605 di Davide Barillari e i 954 di Valentina Corrado.  

CENTRODESTRA
Il  centrodestra, invece, rinvierà la decisione a dopo il 5 novembre, ovvero dopo le elezioni regionali siciliane. Verrà convocato un tavolo ad hoc con i leader che decideranno su chi puntare. I nomi che circolano sono per ora sono quello del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, del senatore di Forza Italia Francesco Giro, del capogruppo di FdI alla Camera, Fabio Rampelli e del senatore azzurro Paolo Barelli, ex nuotatore oggi presidente della Federazione Italiana Nuoto. Altro nome possibile è quello di Claudio Fazzone, senatore forzista e già presidente del Consiglio regionale nel 2000, altro uomo vicino ad Antonio Tajani. Difficilmente il centrodestra ripeterà gli errori delle Comunali romane con la spaccatura e la moltiplicazione dei candidati. E c’è chi fa notare che l’accordo trovato per le elezioni ad Ostia suona beneaugurante. Al netto degli auspici, però, la partita non si preannuncia semplice e inevitabilmente sarà collegata al completamento delle candidature nelle altre regioni (Lombardia, Molise, Basilicata oltre le regioni autonome Friuli, Trentino e Val d'Aosta) che andranno al voto. Un gioco a incastri dalle infinite variabili, aiutato però dalla concomitanza con le Politiche che metterà al riparo da possibili strappi “dimostrativi”.

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autore / intelligo
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