Assistenza Apple, sciopero call center Teleperfomance. Sindacati: "Nel mirino turnover e sottoinquadramento"

19 aprile 2016 ore 15:30, Andrea De Angelis
Problemi in vista oggi per i numerosi utenti Apple in Italia. Chiamare il centro servizi della Apple sarà infatti più difficile del solito visto che i lavoratori del call center sono in sciopero. La notizia, riportata da Repubblica.it, specifica che l'agitazione è in corso oggi, martedì 19 aprile 2016, al centro commerciale di Parco Leonardo, a Roma (a due passi dall'aeroporto di Fiumicino). Lì infatti è gestito tutto il traffico-clienti. I lavoratori, attenzione, non mettono nel mirino il colosso di Cupertino, ma Teleperformance, la multinazionale francese che fornisce ad Apple, su tutto il territorio italiano e francese, i servizi per il pubblico. La stragrande maggioranza dei dipendenti del call center, come riporta sempre il noto quotidiano, lavorano infatti con un contratto di somministrazione: sono stati assunti da due agenzie, Manpower e Obiettivo Lavoro. 
IntelligoNews ha sentito Norberto Benemeglio, sindacalista Cgil Roma e Lazio e tra i protagonisti di questa battaglia...

Facciamo innanzitutto chiarezza. Lo sciopero non è contro Apple. 
"Lo sciopero non è contro la Apple, ma verso In & Out / Teleperformance che è l'azienda che si occupa del call center della Apple. Quindi assolutamente non contro il colosso americano, ma nei confronti della multinazionale Teleperformance. Noi non abbiamo nulla a che dire contro la Apple, è il caso di fare questa precisazione. Chiaramente il nome gira perché è di dominio pubblico che Teleperformance lavori in Apple, ma lo fa anche in Europa". 

Immagino che lo sciopero arrivi al termine di un lungo lavoro e che questa sia solo l'ultima tappa.
"Certo, lo sciopero è sempre la forma estrema di protesta. In questo caso scaturisce dopo almeno un anno di trattative, anche abbastanza intense e dopo che i lavoratori si sono costituiti sindacalmente circa un anno e mezzo fa. Già l'anno scorso è stato tentato un percorso dove si sono evidenziate una serie di criticità alle quali di fatto non è stata data risposta". 

Di quante donne e uomini stiamo parlando?
"I numeri in un anno sono stati un po' altalenanti, siamo comunque sui 400, 450 lavoratori in somministrazione". 

Entrando nel merito dello sciopero, nel mirino finiscono turnover e sottoinquadramento?
"Questi sono stati due temi fondamentali. Il turnover sicuramente perché sono stati spesso mandati via senza motivazione precisa dei lavoratori, prendendone spesso degli altri. Questo sicuramente ha lasciato perplessi sia i lavoratori che le organizzazioni sindacali. Noi avevamo proposto fin dall'inizio un accordo di bacino, che comunque consentisse di mantenere il livello occupazionale anche a fronte di crisi occupazionali". 

Cosa intende per accordo di bacino?
"Un accordo che con una serie di criteri ci dà la possibilità nel momento in cui l'azienda ci dice che per due o tre mesi non può mantenere i livelli occupazionali, e temporaneamente dei lavoratori non vengono rinnovati, di attingere a questo bacino proprio quando riprende l'attività. Il modo cioè per evitare il turnover che in una situazione del genere potrebbe portare anche a non rinnovare lavoratori con un determinato livello per prenderne altri a un livello di inquadramento inferiore. Questo è uno dei problemi del turnover che avevamo denunciato subito e a cui volevamo porre rimedio con questa proposta, a mio giudizio molto sensata". 

Assistenza Apple, sciopero call center Teleperfomance. Sindacati: 'Nel mirino turnover e sottoinquadramento'
Stiamo parlando di call center di alto livello, l'assistenza è specialistica e richiede una certa preparazione e qualifica. 
"Certo, non è un call center di ricerche di mercato, con tutto il rispetto per questi ultimi. Qui ci troviamo dinanzi a lavoratori a cui è richiesta una perfetta conoscenza dell'inglese e di quello che possiamo chiamare il mondo Apple. Quindi sono lavoratori specializzati che già di per sé dovrebbero essere inquadrati almeno al terzo livello delle telecomunicazioni. All'interno poi ci sta anche una divisione di competenze tra un primo e un secondo livello a cui dovrebbe essere riconosciuta una differenza di inquadramento. I lavoratori di livello superiore, noi lo abbiamo richiesto, dovrebbero essere inquadrati almeno al quarto livello. Il problema è che qui stanno tutti al terzo livello e tra l'altro, fino ad agosto, erano inquadrati addirittura al secondo livello a causa di un accordo sindacale del 2013. Un accordo, attenzione, che riguardava solamente i lavoratori dipendenti e non quelli somministrati. Anche questo sottoinquadramento ha sicuramente creato del malcontento". 

Qual è a poche ore dalla fine il bilancio dello sciopero odierno? 
"Il bilancio è molto positivo, i lavoratori in assemblea avevano espresso la loro volontà di indire una giornata di sciopero con un presidio davanti. Il presidio si è svolto con un'alta adesione, così come la percentuale dell'adesione allo sciopero che è stata circa del 70%. Più che positivo è anche il fatto che si sia svolto in maniera molto partecipata e tranquilla. Trovo questo significativo e importante". 

Cosa accadrà da questo momento?
"Le organizzazioni sindacali tengono aperto il dialogo e sono pronte a parlare sì con le agenzie, ma anche direttamente con Teleperformance. Noi siamo sempre pronti se ci chiamassero a proseguire la trattativa. Anche adesso. Certo una trattativa più serrata e con tempi più stretti, ma è importante sottolineare che siamo pronti al dialogo".
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