De Palo: «Cari forconi, le famiglie non possono scioperare: meno proteste, più proposte!»

19 dicembre 2013 ore 16:25, Andrea De Angelis
De Palo: «Cari forconi, le famiglie non possono scioperare: meno proteste, più proposte!»
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Le divisioni ideologiche stanno generando una sorta di separazione ulteriore in un Paese che come coesione sociale ha poco e niente: bisogna capire se chi scende in piazza lo fa per ideologia o disperazione». Così Gigi De Palo, consigliere del comune di Roma, parla della manifestazione dei forconi nella capitale. Per De Palo la priorità è una sola: «L'unica vera priorità è il lavoro: finiamola con il dare un'incipriata alle spese della politica per rispondere alla vita reale dei cittadini!». Le piazze di Roma, da Flaminio all'Esquilino: che idea si è fatto delle manifestazioni di ieri? «Queste piazze sono un sintomo della situazione italiana, del momento di grande difficoltà. Al tempo stesso le divisioni ideologiche stanno generando una sorta di separazione ulteriore in un Paese che come coesione sociale ha poco e niente... Entrambe le piazze, è giusto dirlo, hanno avuto dei numeri al di sotto delle aspettative. I forconi, inoltre, non sono un movimento politico: c'è sempre più protesta e sempre meno proposta...».
De Palo: «Cari forconi, le famiglie non possono scioperare: meno proteste, più proposte!»
De Palo: «Cari forconi, le famiglie non possono scioperare: meno proteste, più proposte!»
Non vede dunque la possibilità di superare, in piazza, lo schema sinistra - destra...
«Bisogna capire se chi scende in piazza lo fa per ideologia o disperazione. Vedendo le persone non noto quella disperazione delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese: loro non vanno in piazza, ma si fanno il mazzo cercando di trovare ulteriori risposte lavorative. Lo dico perché conosco molto bene il mondo dell'associazionismo familiare: le famiglie non possono scioperare. Significherebbe non accompagnare il figlio a scuola, lasciare il genitore anziano, non fare da mangiare, come si fa?». Come legge l'appello di Bagnasco ai politici, affinché ascoltino il disagio dei manifestanti? «Si tratta ancora una volta di una delle poche visioni lucide delle realtà. Il disagio va ascoltato rispondendo con le priorità. L'unica vera priorità è il lavoro! Per il resto, dallo ius soli al taglio del Senato, piuttosto che al registro sulle coppie di fatto, sono tutte cose che non cambiano la vita dei cittadini. Le persone le riavvicini se fai un fisco più equo per le imprese e le famiglie, se dai un accesso al credito reale. Finiamola con il dare un'incimpriata alle spese della politica per rispondere alla vita reale dei cittadini! Basta demagogia, si pensi alla demografia visto che l'Italia è a crescita zero...». Come commenta invece le cosiddette linee guida dell'Unar per un'informazione rispettosa delle persone LGBT?  «A questa domanda non rispondo proprio perché non è una priorità! Io ho preso l'impegno ad occuparmi delle priorità del Paese, così la visione antropologica che mi contraddistingue porterà dei frutti maggiori che non il parlare del nulla. Chiedo scusa, non sarò politicamente corretto, ma non me ne frega niente...».
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