Campidoglio, altro che Lotito. E' Bertolaso l'arma, non tanto segreta, di Berlusconi

19 gennaio 2016 ore 11:15, intelligo
Altro che Lotito: è Guido Bertolaso “l’arma” neanche più tanto segreta di Berlusconi per il Campidoglio. La candidatura dell’ex capo della Protezione Civile non è ancora ufficiale ma tutto va nella stessa direzione. E a fugare i sospetti arriva proprio il diretto interessato che alla chiamata del leader di Fi risponde: “sì”. In un’intervista al quotidiano Il Tempo, Bertolaso è attento a non sbilanciarsi in una fase ancora in itinere, e lo si capisce quando dice: “Continuo a leggere sui giornali di quest'ipotesi, ma non c'è nessuna novità, nessun fatto reale”. E tuttavia poco dopo ammette: “Se ci fossero le condizioni per una candidatura al di sopra delle parti e dei partiti, penso a una lista civica con un programma molto preciso, potrei prenderla in considerazione perché io amo Roma e mi addolora vederla ridotta così. Mi servono le condizioni, senza questi giochetti politici. Io non sono mai stato un politico, e mai lo sarò”. Quel “se ci fossero le condizioni per una candidatura al di sopra delle parti”, è il nodo che il centrodestra sta cercando di sciogliere proprio nella settimana in cui il Pd renziano ha lanciato la candidatura alle primarie dem di Roberto Giachetti (altra “arma” nel carniere del premier-segretario). Il punto è come e se la Lega di Matteo Salvini e in particolare Fratelli d’Italia (che continuano a puntare sull'opzione del loro leader, Giorgia Meloni)  alla fine scioglieranno la loro “riserva” sul nome dell’ex plenipotenziario della Protezione Civile il cui nome è nella rosa delle valutazioni di Berlusconi, insieme a quello di un ex generale “individuato” dall’europarlamentare berlusconiano (e romanissimo) Antonio Tajani. 

Campidoglio, altro che Lotito. E' Bertolaso l'arma, non tanto segreta, di Berlusconi
 Nell’intervista al Tempo, Bertolaso parla anche del pressing di Berlusconi per convincerlo a scendere in campo: “C'è stato, però una cosa è parlare di questo argomento un'altra poi è entrare davvero nel merito e affrontarlo con serietà. Perché le chiacchiere a casa mia stanno a zero. Sono uno che bada ai fatti”. Come a dire: nessun fatto concreto, ma per ora un “ragionamento”. Anche perché “siamo in una situazione molto fluida nella quale ognuno è ancora alla ricerca di possibili candidati, da una parte e dall'altra”, osserva Bertolaso che sulla sfida per Roma aggiunge: “Quella che Bertolaso descrive è una «sfida da far tremare le vene dei polsi”, dal momento che chi salirà in Campidoglio dopo l’era del commissario Tronca, dovrà affrontare e risolvere i problemi di una città che si trova in “una situazione drammatica”. Il profilo che applica al nuovo sindaco che verrà è quello di un “manager in grado di far funzionare questa città che è allo stremo, quindi la politica e i giochetti politici contano poco. Quello che conta è curriculum, la capacità di fare e i programmi molto precisi per quello che si deve realizzare”. 

LuBi

autore / intelligo
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