Roma: il Papa del popolo ha parlato ai potenti

19 marzo 2013 ore 11:45, Francesca Siciliano
Roma: il Papa del popolo ha parlato ai potenti
Sono oltre 130 le delegazioni straniere arrivate a Roma, tra capi di Stato e teste coronate, per assistere alla messa inaugurale di Papa Francesco. Come da tradizione la Santa Sede non ha fatto inviti, non si possono comprare biglietti in prima fila per l'intronizzazione.
Ma tutto il potere del mondo, dagli Stati Uniti all'estremo oriente, qualche minuto prima delle 9.30 si è concentrato nella Capitale d'Italia: a Roma caput mundi. Circa 180 i concelebranti: «Tutti i cardinali presenti a Roma, elettori e non», ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana. Tra loro anche i patriarchi, gli arcivescovi maggiori, i generali degli ordini religiosi, i gesuiti e i francescani. Sul sagrato di San Pietro «sulla sinistra ci saranno le personalità ecclesiastiche, arcivescovi e vescovi, e gli esponenti delle altre comunità cristiane; sulla destra, le delegazioni delle autorità straniere; vicino alla statua di San Pietro a sinistra, i rappresentanti delle altre religioni e 1200 sacerdoti e seminaristi: il resto dei posti è libero», ha concluso padre Lombardi. Papa Francesco, aprendo l'omelia, ha lanciato un monito. Un messaggio inusuale per un Papa, soprattutto se pronunciato durante la sua cerimonia di insediamento. L'ha chiesto «per favore», quasi a volersi simbolicamente prostrare ai “poteri forti”, politici e internazionali. Estremamente in linea con l'innovazione ecclesiastica che vuol portare ai fedeli, ai pellegrini, urbi et orbi. «Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo "custodi" della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell'altro, dell'ambiente». «Non lasciamo – ha continuato -  che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo». Un  messaggio dolce, ma forte allo stesso tempo. Volto a colpire il cuore delle istituzioni del pianeta. E poi l'invito alla bontà e alla tenerezza: parole chiave dell'omelia del Pontefice che più hanno suscitato applausi e commozione in piazza San Pietro. Particolarmente sentito anche l'invito a rafforzare «la capacità di amore»: non bisogna aver timore «della bontà».  
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