La Raggi inaugura il Museo Ebraico e annuncia quello sulla Shoah: le polemiche

19 settembre 2016 ore 10:56, Micaela Del Monte
E' stato inaugurato ieri in concomitanza con la Giornata Europea della Cultura Ebraica, il nuovo Museo Ebraico della Capitale. La sindaca Virginia Raggi, insieme all'assessore alla cultura Luca Bergamo e alla presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, ha così dato il via alla mostra "Il libro aperto" di Paola Levi Montalcini. 

"È una bella sensazione essere accolti qui, e capire che in realtà facciamo parte tutti della stessa comunità, indipendentemente dalle differenze religiose. La cultura supera ogni barriera": con queste parole la sindaca ha inaugurato la mostra al Tempio maggiore. E ha annunciato: "A breve lavoreremo sul Museo della Shoah. Siamo riusciti finalmente a sbloccare i fondi, che da anni erano impantanati, e soprattutto abbiamo tutti una grande missione: coinvolgere i nostri bambini, le nostre giovani generazioni in un percorso che sia comune". Per questo, ha aggiunto, "intensificheremo i viaggi della Memoria".

La cultura, ha aggiunto Raggi, "è una delle chiavi per riuscire a ricomporre un tessuto ultimamente un po’ sfrangiato da episodi terribili e dobbiamo contrastare in tutti i modi". "In un momento in cui il terrorismo colpisce dappertutto, riteniamo che la migliore risposta ad attacchi e minacce sia una risposta di vita, che passa attraverso la conoscenza reciproca e delle diversità" ha spiegato Ruth Dureghello, presidente della comunità ebraica di Roma. "Mi auguro che di questo facciano tesoro anche altre comunità, come quella islamica e cristiana, che rappresentano una ricchezza del nostro Paese", ha concluso.

E intanto, mentre la sindaca ricuce i rapporti con la Comunità ebraica di Roma, sui social si scatenano con commenti antisemiti:"Virginia Raggi ok, ma della cultura ebraica fanculo". "Occupiamoci di cose utili Signora Raggi, di questo non ce ne frega niente" scrivono i più teneri. "Non dimentichiamo anche gli altri genocidi però, Virginia! La memoria non dev’essere selettiva. Guarda caso si parla sempre e solo dello sterminio del popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale. Guarda caso…" le fa notare un altro. "Questa è la prima vera mossa sbagliata della Raggi: andare da coloro che sono il peggio nel panorama mondiale" - scrive un deluso, che, evidentemente, ha trovato le altre mosse dell’amministrazione capitolina sino ad oggi giuste. "Allora ci vorrebbe un museo anche per la giornata della memoria delle vittime degli ebrei… Comunque forza Virginia, credo che ai romani interessano altre cose più urgenti" scrive una sostenitrice di Raggi corredando il commento con una immagine che paragona i nazisti allo stato d’Israele. "Finché non si mette fine al genocidio palestinese le istituzioni italiane devono prendere le dovute distanze dalla cultura ebraica" e ancora "Con la storia degli ebrei che oggi sono quelli che massacrano i palestinesi perdi solo consensi. Avresti fatto meglio a non mettere questo post". 
 
Il mare di insulti e di messaggi antisemiti non passa inosservato: "Amatissima sindaca Virginia Raggi, per valutare quanto l’amore per l’ebraismo sia diffuso tra gli adepti alla tua setta, guarda i commenti al tuo post. Mancano solo i “sieg heil” (saluti nazisti) e il richiamo ai protocolli dei Savi di Sion, per il resto il campionario delle schifezze antisemite è al completo" scrive un utente. 
 
Dei commenti al post di Raggi si accorge anche la Comunità ebraica romana. "I commenti ferocemente antisemiti ed antisionisti apparsi sulla pagina ufficiale della Sindaca Raggi a margine di un suo post dove raccontava perfettamente lo svolgersi dell’evento dedicato alla Giornata Europea della Cultura Ebraica – dice il vice presidente Ruben Della Rocca-, gettano un’ombra oscura e maligna su una mattinata piacevole e dettata dalla voglia di costruire assieme per la nostra amata città. Evidentemente il cancro dell’antisemitismo produce metastasi difficili da controllare e debellare ed è alimentato da menti rozze ed ignoranti dalle quali speriamo che la Sindaca voglia prendere le distanze a chiare lettere e senza indugi". 
 
La sindaca, travolta dai commenti antisemiti, reagisce soltanto in serata: "Ho letto alcuni commenti, pochi per fortuna, che sono lontani dallo spirito della giornata di oggi, da quello del M5S e dei cittadini romani – scrive commentando il suo post -. La cultura aiuta a superare pregiudizi e divisioni che non possono appartenerci. Roma è di tutti: è una moderna metropoli cosmopolita all’interno della quale le barriere ideologiche non hanno e non avranno mai spazio".

Dell' “antisemitismo” però non ne parla.
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