Roma: il giorno dopo Mazzillo dimezzato, Raggi pensa di sostituirlo

02 agosto 2017 ore 11:17, Americo Mascarucci
La Giunta Raggi continua a perdere pezzi. A poco più di un anno dall'insediamento non si arresta l'entrata e uscita di assessori che arrivano con i migliori propositi per poi sbattere la porta di fronte ad un'amministrazione che appare ogni giorno di più priva di bussola e in balia degli umori di Grillo e Casaleggio. Dopo le polemiche degli ultimi giorni relative alla crisi di Atac, la società responsabile della mobilità nella Capitale ormai sull'orlo del fallimento, l'assessore al Bilancio Andrea Mazzillo ha rimesso la delega al Patrimonio nelle mani del sindaco. Al momento resta al suo posto di titolare del Bilancio anche se fonti accreditate del Campidoglio riferiscono che nelle prossime ore la Raggi potrebbe dimissionarlo definitivamente dalla Giunta. Il sindaco starebbe cercando il sostituto impresa tuttavia non facile visto che entrare nella sqiadra del Campidoglio è peggio che incamminarsi su un percorso ad ostacoli. 
Roma: il giorno dopo Mazzillo dimezzato, Raggi pensa di sostituirlo

LA NOTA DI MAZZILLO
L'assessore ha spiegato in una nota la sua decisione di rimettere la delega al Patrimonio: "Preso atto, attraverso una chat, dell'intenzione della sindaca di nominare altri due assessori, uno con delega ai lavori pubblici e l'altro con delega al Patrimonio e politiche abitative, senza avermi neanche informato, ho ritenuto di rimettere formalmente a disposizione della sindaca le deleghe attinenti al Patrimonio". Ancora una volta dunque, stando a quanto riferito dall'assessore, le decisioni sarebbero state prese dalla Raggi nell'ombra, ossia senza consultare il diretto interessato che per tutta risposta, prima di essere rimosso, avrebbe preferito anticipare le mosse. Chissà che nelle prossime ore Mazzillo, alla luce delle notizie riguardanti un suo definitivo dimissionamento da assessore al Bilancio non decida di uscire definitivamente di scena evitando di essere cacciato? Inutile dire che contro Mazzillo ci sarebbero le palline nere del duo Grillo-Casaleggio. 

LO SCONTRO
Sulla crisi di Atac Mazzillo negli ultimi giorni ha sparato a zero, cercando tuttavia di non compromettere troppo i rapporti con la Raggi. "Basta con incarichi a pendolari da Milano" aveva attaccato l'assessore dalle colonne de Il Messaggero con riferimento alla nomina di Rota, venuto proprio dal capoluogo lombardo dove si era occupato della minicipalizzata dei trasporti milanesi. Poi Mazzillo aveva anche bocciato la soluzione del concordato preventivo per Atac proposta dall'ex Dg Rota: “Questa azienda si può rilanciare in altri modi -aveva detto  – sicuramente va aumentata l’efficienza. Il Comune è proprietario di Atac perché ne possiede il 100% ma ha anche nei suoi confronti un credito di 500 milioni di euro. E questo è un problema. Non serve andare al tribunale fallimentare. Serve un buon piano industriale". 
Posizione che evidentemente il sindaco Raggi e il M5S non hanno gradito al punto da decidere di "azzoppare" l'assessore, privandolo (per ora) della sola delega inerente il patrimonio. 
 Ma la tensione si era acuita ancora prima con l'intervista di Mazzillo a Repubblica con la quale aveva evidenziato la "necessità di una svolta per evitare di andare a sbattere". Aveva anche mosso critiche nei confronti dei colleghi di giunta Pinuccia Montanari (Ambiente) e Massimo Colomban (Partecipate), accusati di non avere alcun rapporto con gli eletti. Dichiarazioni che avevano scatenato un'autentica bufera che Mazzillo aveva tentato di domare ritrattando parte delle accuse con un post su Facebook. 
"Intervengo - aveva scritto - in merito ad alcune ricostruzioni di stampa. In primis, sia chiaro che condivido pienamente le linee strategiche e operative della sindaca Virginia Raggi nella conduzione della macchina amministrativa. Queste linee sono tracciate nero su bianco nel programma elettorale del M5S per il rilancio di Roma. È mio obbligo destare l'attenzione di tutti ad un rispetto rigoroso dei conti. Chi parla di visioni discordanti non ha chiaro il percorso lineare a cui deve attenersi il titolare delle politiche di bilancio. Mie considerazioni di carattere economico e finanziario sui conti di Roma Capitale e sulle sue partecipate sono state interpretate in maniera evidentemente distorta". 
Peccato che ormai l'incendio fosse divampato e i danni fossero stati già ingenti. Appare davvero improbabile che Mazzillo possa restare al suo posto. Le prossime ore potrebbero essere decisive. Sarà Mazzillo a dimettersi definitivamente o sarà il sindaco a revocargli la delega al Bilancio? Per ora l'assessore è soltanto dimezzato. Si accettano scommesse sul suo futuro e su quello di una Giunta sempre più allo sbando. 

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