Gabrielli non sarà sindaco di Roma, ma traccia l'identikit: sembra Giachetti

02 dicembre 2015 ore 10:08, Andrea De Angelis
Gabrielli non sarà sindaco di Roma, ma traccia l'identikit: sembra Giachetti
L'intervista di ieri al prefetto Franco Gabrielli
è stata letta sostanzialmente in due modi. Da un lato il no a un futuro da sindaco, semmai si vede "capo della Polizia", come detto a Corriere.tv. Dall'altro si è sottolineato il suo amore per Roma, la passione con cui ne parla, anche individuandone con occhio attento le complessità.
Non è la prima volta che Gabrielli analizza i problemi in modo lucido. Un paio di anni fa parlava così da capo della Protezione Civile: "C'è la rassegnazione di sapere che ogni disastro non è che un appuntamento per quello successivo, perché nulla cambierà nel frattempo: sono a bordo di una macchina, il Servizio Nazionale, che sembra frenata, rallentata, incapace di contributi in grado di rappresentare un punto di svolta verso un futuro più sicuro". Parole detto dopo il disastro avvenuto in Sardegna.

Due chiavi di lettura corrette, perché in molti hanno indicato in questi mesi, anche prima che Marino venisse fatto decadere, Gabrielli come futuro primo cittadino della capitale. Merito, si diceva e si dice ancora, dell'attenzione che ha mostrato nei confronti della città pur non essendo, è bene ricordarlo, romano. Gabrielli infatti è nato cinquantacinque anni fa a Viareggio, città che ha dato i natali anche a sportivi (vedi Marcello Lippi), attrici (Stefania Sandrelli) e politici (Giovanni Toti). 
Il punto però è che ieri il prefetto ha anche tracciato, seppur in modo apparentemente generale, l'identikit del successore di Marino, dopo aver evitato abilmente qualunque polemica con Tronca. Alla domanda sulla convivenza con il commissario e su che fine avesse fatto il dream team evocato da Renzi, ha infatti risposto: "Il dream team lo ha evocato Renzi- conferma Gabrielli - ma lo ha fatto nel senso di provare a dare una spinta a questa città. Sulle modalità ho sempre avuto grandi perplessità, e alla fine credo che il modello che si è deciso di applicare sia quello corretto. Il prefetto fa il prefetto, e quindi si occupa del coordinamento degli enti locali, e il commissario straordinario fa il commissario straordinario. Ci sentiamo continuamente, per qualsiasi difficoltà". Non è mancata poi una frecciatina a Cantone, con implicita dichiarazione d'amore (come volevasi dimostrare) a Roma: "Prendere Expo nel suo complesso e rappresentarlo come una Milano efficiente rispetto a una Roma sciagurata, non mi piace. E non sono romano".

Gabrielli non sarà sindaco di Roma, ma traccia l'identikit: sembra Giachetti
Ma torniamo al sindaco che verrà. Gabrielli dice "no a un papa straniero". Non ce l'ha ovviamente con Bergoglio, ma la sua è una indicazione chiara: il prossimo primo cittadino capitolino sia romano. E non solo. "Sia espressione di questa città, un politico, e una persona che sia competente delle cose di alta amministrazione: poi questa persona deve circondarsi di personale di staff, perché qui i problemi vanno affrontati, metabolizzati e risolti". Dunque l'indicazione è doppia: romano e politico. Lo dice ancora meglio nel corso dell'intervista: "Io vengo da un’antica scuola che ha sempre visto di brutto occhio i tecnici: io ero un giovane democristiano, ho lasciato la tonaca per altri lidi, ma per me il politico ha supremazia rispetto ai tecnici, perché il politico ha una visione, il tecnico contribuisce a rendere realizzabile quello schema, quel progetto". Amen. 
Niente nomi, però. Ma pensandoci bene e senza neanche sforzarsi troppo ecco che ne emerge uno. Romano, politico, con una visione. Sì, viene proprio in mente il nome di Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, figura che piace (e non poco) a Renzi, già Capo di Gabinetto del sindaco Rutelli. Proprio durante l'ultimo Giubileo. Coincidenze? Forse. Ma il suo nome continua a proporsi con insistenza. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...