Campidoglio, Aracri (Fi): “Il 5 si vota? Mi candido alle primarie, senza sarà un disastro”

02 febbraio 2016 ore 14:44, Andrea Barcariol
Dopo l’annuncio del 5 giugno come data delle elezioni a Roma, la corsa per il Campidoglio entra nel vivo, ma se la sinistra ha già lanciato la campagna elettorale con Giachetti e Morassut, il centrodestra deve ancora individuare nomi e modalità di scelta del candidato. A farsi avanti per ora, solo Storace e il senatore di Forza Italia Francesco Aracri che raggiunto da IntelligoNews spiega chiaramente i motivi della sua candidatura.

Si parla di lei come uno dei candidati del centrodestra alle primarie per la corsa a sindaco di Roma. Siamo ancora nel campo delle ipotesi?


«Non è un’ipotesi è un dato di fatto che deriva dall’attesa di 8 mesi per risolvere la vicenda del candidato sindaco del centrodestra. Dopo 8 mesi non si è venuto a capo di nulla, ci sono persone che vogliono le primarie ma mettono i veti. Dico una cosa molto semplice: per compattare il centrodestra servono le primarie, se non si faranno qualcuno si intesterà il disastro e certamente quello non sarò io. L’antipolitica si sconfigge coinvolgendo i cittadini, dal Family Day possiamo vedere che la gente che sta su certi valori esiste, spetta a noi intercettarla nei dovuti modi. Io non ho paura del confronto con la città, segnalo che in Italia i primi a inventarci le primarie siamo stati noi di An quando portammo Moffa candidato vincente alla Provincia».


Che tipo di primarie auspica?

«Dovranno essere primarie delle idee, con protagonisti con sensibilità diverse che però fanno tutti parte di una squadra che deve rilanciare una città. La politica deve essere anche passione, tra l’altro noto che della capitale parlano persone che non sono di Roma o che farebbero fatica a essere elette nel loro condominio».

Campidoglio, Aracri (Fi): “Il 5 si vota? Mi candido alle primarie, senza sarà un disastro”
Lei ha parlato di idee, ci dica tre punti cardine del suo programma?


«Il tema caldissimo è quello della sicurezza non è possibile che dal centro di Roma alla periferia ci siano zone dove regna la violenza e lo spaccio di droga con i nostri cittadini che si ritrovano a essere ospiti indesiderati. Per prima cosa va ripristinata un minimo di sicurezza anche perché questa degenerazione blocca lo sviluppo economico delle aree. Altro punto chiave sono i servizi sociali che devono essere rilanciati, ampi settori sono al limite dell’indigenza quindi accanto a una politica dell’accoglienza dedicata agli stranieri, dobbiamo pensare anche alle famiglie dei romani. A tal riguardo vi segnalo che sotto il governo Renzi per le politiche della famiglia siamo la nazione che spende di meno: l’1,4% del proprio Pil mentre la media europea è del 2,2%. E’ necessario quindi rimodulare il quoziente familiare, come facemmo noi con Alemanno sul tema della Ta.Ri. Bisogna tirare fuori dal cassetto tutti i progetti sulle case a basso costo che Marino ha ignorato su tutta la linea. Terzo punto: valorizzare e rilanciare l’immagine di Roma a livello turistico. Come è possibile che la finanza vada dentro i negozi di via del Corso, davanti ai quali sostano i vu’ cumprà e a loro non dice nulla. Bisogna fare cose normali, alcune leggi esistono, basta applicarle. La città è inceppata in tutti i suoi gangli, servono cose semplici, non pedonalizzare senza porsi il tema di come deviare il traffico. Poi approfondiremo anche altri temi, come ade esempio l’agricoltura perché siamo il comune agricolo più grande d’Europa».

Se non dovesse vincere le primarie quale candidato vedrebbe bene per il Campidoglio?

«Se non dovessi vincere prenderò atto di chi arriva primo e mi impegnerò a votare chi vince, altrimenti che le facciamo a fare le primarie».

Un nome?

«Siamo in presenza di un unicum che non ha precedenti. Queste elezioni amministrative non hanno nulla di simile a quelle di due anni fa perché è diverso il clima politico, ci sono formazioni più robuste, tipo i grillini, mentre il tessuto dei partiti sia a destra sia a sinistra si è andato deteriorando. Dialogo da sempre sia con mondi moderati e di quartiere sia con mondi di altra provenienza e mi permetto di aggiungere, nel rispetto di tutti perché tutti hanno diritto a partecipare alle primarie, che a me potranno dire solo se sono simpatico o antipatico. Ho fatto l’assessore dimostrando che si può fare politica senza rubare e prendere in giro la gente».


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