Marino vuole essere il sindaco di tutti. E corteggia l’opposizione

02 luglio 2013 ore 13:37, intelligo
Marino vuole essere il sindaco di tutti. E corteggia l’opposizione
Ignazio Marino, neo sindaco di Roma ha giurato. Davanti a Pd, Sel e Lista Civica, ma anche davanti alle opposizioni. «Per risolvere i problemi di Roma non credo alla retorica di un uomo solo al comando, non credo ai salvatori della patria, non credo nelle soluzioni miracolose. Servono persone con un forte senso del dovere e con un forte spirito di servizio». Il clima, in Aula Giulio Cesare, è di cordialità, persino con le opposizioni.
Nel corso del suo discorso Marino si ferma, a tratti, non nasconde la commozione per una carica tanto prestigiosa quanto impegnativa: «Io genovese di nascita sono orgoglioso di essere romano». In qualche passaggio cita Cicerone, gli scienziati Semmelweiss, Pasteur e Fleming. E in diverse occasioni parla direttamente ai romani: «Per risolvere i problemi di questa città serve anche l'impegno dei cittadini, devono essere disposti ad impegnarsi in prima persona». Il primo applauso arriva dal suo Pd, poi si unisce anche l'opposizione – Belviso e Bordoni tra tutti. Soprattutto quando spiega perché non ha ancora presentato le linee programmatiche: «Il rispetto che ho nei confronti delle istituzioni mi impone di depositarle alcuni giorni prima della seduta del Consiglio in cui le esporrò, per permettere ai consiglieri di leggerle ed effettuare le loro valutazioni». Il leitmotiv del suo intervento, dunque, è stato un continuo rivolgersi a tutti, maggioranza e opposizione: «Sono sicuro che al di là delle idee che ci hanno visti su fronti contrapposti in campagna elettorale, in quest'aula condividiamo lo stesso modo di sentire. Amiamo tutti Roma».
autore / intelligo
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