Quando Totò insegna: posti alla Camera per “soli” 50mila euro

02 luglio 2013 ore 15:39, intelligo
di Giuseppe Tetto
Quando Totò insegna: posti alla Camera per “soli” 50mila euro
Promettevano un posto sicuro alla Camera dei Deputati come assistente parlamentare o commesso di Aula. E non importa se dietro questi contratti a tempo indeterminato vi fosse il versamento di una “piccola somma simbolica” (fra i 30 e 50 mila euro), l’importante era premere sulle necessità dei poveri malcapitati. Una truffa all’italiana, con tutte le carte in regola, quella messa in piedi da Giancarlo Battista, Massimiliano Poselli, Giorgio Limardi, Gianfranco Trionfetti e Raffaele Zavaldi  e che la Procura di Roma ha bloccato ottenendo il loro rinvio a giudizio con l’accusa di associazione per deliquere, truffa, sostituzione di persona, calunnia e favoreggiamento. Vertice del “club dei furbetti” era Giancarlo Battista, 52 anni giornalista pubblicista che secondo l’accusa  dal 2006 avrebbe intascato quasi tre milioni di euro da oltre cinquanta persone, quasi tutti giovani laureati, che ambivano ad essere assunti alla Camera. Alcune di queste avrebbero anche ricevuto una lettera con decreto di assunzione. Un documento falso, confezionato ad arte per far credere che la realtà fatta baluginare fosse vera e non una fandonia. Cosa perpetuata anche da Giancarlo Trionfetti e Raffaello Zavaldi che davanti agli inquirenti avrebbero anche dichiarato falsamente di aver visto la consegna di denaro a Italo Bocchino, il quale era stato indicato da Battista, anche in una denuncia all'autorità giudiziaria, come il referente, il garante delle assunzioni per chiamata diretta. Così anche l'esponente di Fli è ora una parte lesa, al pari di quei giovani che, con il desiderio di una serenità sempre più rara, volevano diventare commessi per "indossare quella la divisa con il tricolore sul braccio”.
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