Scandalo all’Israelitico, tagli e licenziamenti: il danno ricade sugli infermieri

02 novembre 2015, intelligo
Scandalo all’Israelitico, tagli e licenziamenti: il danno ricade sugli infermieri
L’inchiesta giudiziaria sull’Ospedale Israelitico di Roma ha un effetto occupazionale. E’ l’allarme lanciato dal sindacato delle professioni infermieristiche (Nursind) che da oggi hanno proclamato lo stato di agitazione. Il problema riguarda la stabilità occupazionale del personale impiegato nella struttura sanitaria. Im ballo, dicono i sindacati, ci sarebbero i posti di lavoro per “centinaia di dipendenti”. 

Cosa succede? Secondo il Nursind, il fatto che la Regione Lazio con un decreto abbia sospeso l’autorizzazione sanitaria all’Ospedale Israelitico con la diretta conseguenza della revoca dell’accreditamento, comporta il rischio dei livelli occupazionali. “Già da ieri colleghi hanno saltato per la prima volta i propri turni di lavoro a causa degli effetti del DCA N°U000493 del 23 ottobre 2015”, denuncia il sindacato secondo cui “un’eccellenza sanitaria a Roma non può rischiare di chiudere per comportamenti attribuibili a situazioni a dir poco maldestre dove gli ultimi colpevoli sono proprio i dipendenti che con dedizione si sono sempre distinti nella loro professione”. 

Un rischio concreto per il Nursind che ora chiede alla Prefettura, alla Regione ma anche alla Comunità Ebraica di “salvare” dipendenti e pazienti della struttura sanitaria. “Chiudere l'ospedale significherebbe colpire loro che non hanno alcuna colpa in questa triste vicenda. E noi questo non possiamo permetterlo. Ricordando che coloro che sono estranei ai fatti sono lavoratori seri e altamente qualificati grazie ai quali l'ospedale è divenuto nel tempo una vera e propria eccellenza del sistema sanitario regionale”. Di qui l’impegno a utilizzare “ogni iniziativa che la legge consente per tutelare i suoi iscritti e tutti i dipendenti del nosocomio e invita i lavoratori ad appoggiare le opinione pubblica il diritto del posto di lavoro e il diritto ad avere una Dirigenza futura onesta e responsabile”. Una situazione complicata, che da oggi sta sul tavolo del prefetto di Roma e del governatore Zingaretti. 

L’IMPEGNO DELLA COMUNITA’ EBRAICA. Salvare ottocento posti di lavoro. E’ impegno della Comunità ebraica di Roma che si dichiara “parte lesa” nella vicenda giudiziaria con al centro l'Ospedale Israelitico. E’ stato già annunciato il commissariamento ma adesso la Comunità ebraica guarda al mantenimento dei posti di lavoro e alla operatività di una struttura sanitaria prestigiosa. In una nota pubblicata sul sito della Comunità a firma del Consiglio della Comunità ebraica di Roma si evidenzia che “se all’interno dell'Ospedale Israelitico di Roma sono stati commessi degli errori quel peso ricade anche sulle nostre coscienze. Siamo a disposizione dell'autorità giudiziaria, al fianco della magistratura, considerando la Cer parte lesa. Abbiamo il dovere di continuare a offrire il servizio sanitario ai cittadini, salvare circa 800 posti di lavoro e, non ultimo, salvaguardare la nostra Istituzione”. 



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