Sgombero CasaPound, Di Stefano ai domiciliari: scatta l'interrogazione ad Alfano

02 ottobre 2016 ore 9:06, intelligo
Simone Di Stefano, il vicepresidente di CasaPound Italia, si trova agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il gip dopo l'udienza di convalida a cui sono stati sottoposti ieri Di Stefano e tre militanti di Cpi, che nel frattempo hanno passato due notti a Regina Coeli. Gli altri tre ragazzi hanno avuto solo l'obbligo di firma. Sono gli strascichi dello sgombero che giovedì scorso ha visto la forze dell'ordine intervenire per liberare due appartamenti situati in Via del Colosseo, a Roma, occupati abusivamente da due famiglie. 

Sgombero CasaPound, Di Stefano ai domiciliari: scatta l'interrogazione ad Alfano
CasaPound, che aveva difeso gli occupanti, aveva accusato il Comune di disinteressarsi della sorte di queste persone (una signora ultrasessantenne, diabetica e con disabilità motorie e una famiglia composta da 4 persone di cui un bambino con disabilità e un cane), che abitavano nello stabile da 30 anni e comunque chiedevano in alternativa una sistemazione degna. Lo sgombero si era concluso, oltre che con l'ammanettamento piuttosto violento di uno degli occupanti, con il fermo di 16 militanti di CasaPound, quattro dei quali, tra cui appunto Di Stefano, erano stati poi arrestati. Particolare scalpore aveva destato sia la modalità dell'arresto, sia il fatto che Di Stefano e gli altri tre (incensurati, due di 20 anni e uno di 21) hanno passato due notti in carcere. Per Casapound una misura che appare proporzionata all'entità dei fatti e al profilo degli arrestati.  

“Si aggiunge vergogna a vergogna. Dopo un arresto immotivato e brutale di persone che non avevano fatto alcuna resistenza, si perpetua l’ingiustizia confermando misure che non hanno ragion d’essere”, ha commentato il leader di CasaPound, Gianluca Iannone. Intanto il deputato dei Conservatori e Riformisti Massimo Corsaro ha chiesto in un'interrogazione parlamentare al ministro Alfano se "non ritenga che possa profilarsi l’abuso di potere nel comportamento usato dalle forze dell’ordine sotto il proprio Dicastero, presenti sul luogo del fatto congiuntamente alla Polizia di Roma Capitale".

autore / intelligo
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