Dalla commozione all'esasperazione: lacrime di Virginia sulla giunta

02 settembre 2016 ore 15:21, Americo Mascarucci
Stavolta avrebbe pianto ma non lacrime di commozione bensì di nervosismo e rabbia.
Virginia Raggi ad appena due mesi dalle elezioni che l’hanno incoronata sindaco della Capitale non ha avuto che problemi, l’ultimo dei quali culminato ieri con le dimissioni di un assessore, del capo di gabinetto e di tre vertici delle municipalizzate.
Ad un certo punto Raggi non avrebbe retto scoppiando in lacrime.
Lo scrive Il Corriere della Sera
"Raggi pare già sull'orlo di una crisi di nervi: per la tensione, le è anche scappata qualche lacrima. Ai suoi, la sindaca l’ha ripetuto spesso: 'Basta con le guerre intestine e sotterranee, basta con le indiscrezioni fatte filtrare sulla stampa'. Poi la minaccia: 'Se andiamo avanti così, sono anche pronta a mollare. Vi abbandono tutti e me ne vado'. Una provocazione, forse, buona per alzare la posta in gioco e per incassare la blindatura che le arriva soprattutto da Luigi Di Maio, l’anima governativa di M5S".
La tensione è alle stelle.
Forse le lacrime che pianse il giorno dell’insediamento dal balcone del Campidoglio erano già il preludio a quelle ben più amare che avrebbe pianto in seguito?
 

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