Registro coppie di fatto, anche omosessuali. Vallini Vs Marino

20 novembre 2013 ore 10:45, Americo Mascarucci
Registro coppie di fatto, anche omosessuali. Vallini Vs Marino
Sui temi etici si riaccende lo scontro fra cattolici e laici. Il vicario di Roma, cardinale Agostino Vallini, non ha apprezzato l’annuncio del sindaco della Capitale Ignazio Marino relativamente all’istituzione di un registro delle coppie di fatto,
comprese quelle omosessuali. E parliamo dello stesso Vallini riconfermato nel suo ruolo di vicario di Roma da papa Francesco. Anzi, per l’esattezza, quella di Vallini è stata la prima nomina ratificata da Bergoglio pochi giorni dopo la sua elezione. Non è nostra intenzione aprire l’ennesimo dibattito sull’argomento, ma vale la pena evidenziare come, il numero due di Francesco nella diocesi romana, abbia sostanzialmente alzato la voce in difesa della famiglia. Già, proprio quella famiglia tradizionale fondata sul vincolo matrimoniale che si vorrebbe equiparare a qualsiasi altro legame affettivo fra un uomo ed una donna, o fra persone dello stesso sesso che scelgono di vivere insieme. Forse il sindaco Marino pensava di incontrare, se non proprio l’appoggio della Chiesa, quanto meno una tacita accettazione contando forse sulle dichiarazioni di eminenti esponenti del clero che si sono detti favorevoli a riconoscere legittimità alle varie e diverse forme di convivenza. Il vescovo di Cagliari Arrigo Miglio è stato il primo a spingersi molto in là, chiedendo apertamente che la Chiesa riveda la disciplina sul matrimonio accettando gli altri modelli familiari. Non c’è da stupirsi più di tanto se si pensa che anni fa, quando regnante Wojtyla certe aperture erano inconcepibili, a suggerire l’esigenza di un approccio favorevole alle convivenze di fatto, comprese quelle omosessuali, fu l’ex vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi; e Miglio ad Ivrea è stato il più stretto collaboratore di Bettazzi. Anche monsignor Vincenzo Paglia, guida spirituale della Comunità di Sant’Egidio, nonostante il suo ruolo di presidente del Pontificio Consiglio sulla Famiglia su certi temi ha spesso prestato il fianco ad equivoci, salvo poi correggersi ogni volta che certe dichiarazioni sono apparse poco in linea con l’orientamento della Chiesa. Forse Marino contava su un approccio diverso al tema da parte di Vallini, interessato a sostenere il nuovo corso di Francesco. Il fatto è che il Papa, indipendentemente da tante intenzioni che gli vengono attribuite, non si è mai dichiarato favorevole alle convivenze. Anzi, quando ad Assisi ha tuonato contro la cultura del provvisorio, ha inteso mettere in guardia i giovani dal rischio di un’esistenza basata sull’insicurezza e sulla precarietà. E cosa c’è di più precario di una convivenza senza vincoli o reciproche responsabilità? Il cardinale Vallini ha dunque ben interpretato i sentimenti e lo stato d’animo di Bergoglio, contestando la deriva laicista e relativista che la giunta Marino ha deciso di percorrere incentivando la cultura del provvisorio, che proprio nel rifiuto del vincolo matrimoniale trova la sua espressione più eloquente. Se il sindaco avrà i numeri in Consiglio per approvare l’istituzione del registro delle coppie di fatto, liberissimo di andare avanti, ma senza alibi per lui e per gli esponenti cattolici della sua maggioranza. Nessuno potrà farsi scudo di papa Francesco e sostenere di aver assunto certe decisioni seguendo il vento innovatore e riformatore della Chiesa. Qualche timida dichiarazione infatti lasciava presagire proprio questo.
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