Maker Faire con la stampante 3D ricostruirà Palmira. Poi vi trasporta in capsula

20 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Maker Faire con la stampante 3D ricostruirà Palmira. Poi vi trasporta in capsula
Di tutto e di più si è potuto ammirare nel week end appena trascorso alla Fiera europea dell’innovazione tecnologica Maker Faire di Roma dove sono state presentate tante novità nel campo della creatività e dell’inventiva. 

Oltre centomila presenze in tre giorni, seicento stand e 25 startup. I numeri insomma parlano chiaro e dimostrano il successo dell’evento internazionale. Ma è stata soprattutto l’inventiva a farla da padroni. 
Ecco ad esempio alcune delle invenzioni più bizzarre, ma anche molto utili, che sono state presentate nei saloni dell’Università La sapienza di Roma. 

Senza dubbio l’invenzione più attesa è stata la prima stampante 3D per smartphone, già vincitrice del premio “Editor’s Choice” alla Maker Faire di New York, progettata da Filippo Moroni e Pietro Gabriele, fondatori della digital factory romana Solido3D. 
Si tratta della più avanzata tecnologia di stampa tridimensionale che ora sarà messa pure al servizio dell’archeologia. Nell’ambito della manifestazione è stato presentato un progetto sperimentale firmato dall’associazione “Incontro di civiltà” presieduta da Francesco Rutelli che, in collaborazione con il prof. Paolo Matthiae, archeologo di fama mondiale, con Emmanuele Emanuele, presidente della fondazione Terzo Pilastro e Maker Faire Rome, ha come obiettivo la  ricostruzione di Palmira, l’importante sito archeologico siriano distrutto dall’Isis.

Altra significativa invenzione è Hyperloop Transportation System che ha  studiato un sistema di trasporto “in capsule”, capace di superare i 1.200 km all’ora e di collegare Roma con Milano in soli 24 minuti.  Il programma si realizza attraverso la creazione di enormi canali nei quali si viaggerà alla velocità del suono, pari in aria a circa 1.237 chilometri orari. Nel rispetto della natura e del minor impatto ambientale possibile, le uniche fonti di alimentazione di Hyperloop saranno pannelli solari che copriranno il percorso e turbine eoliche interne, utili in condizioni estreme, quando non si potranno sfruttare le energie rinnovabili come nei passaggi sott’acqua.

Nel campo dei droni la novità è rappresentata da Skyward Experimental Rocketry, il cui obiettivo è progettare e realizzare razzi sperimentali per lo studio dell’atmosfera. I missili sono interamente realizzati dagli studenti delle diverse facoltà di ingegneria del Politecnico. Il programma di Skyward si propone di lanciare un missile a 50 km di distanza.

Niccolò Gallarati, Davide Viganò con la loro start-up GaraGeeks hanno inventato il Public Wireless Smartphone Charger, stazione di ricarica pubblica che consente agli utenti di caricare il proprio telefono in luoghi pubblici come piazze, parchi o spiagge: 10 minuti di ricarica equivalgono a un’ora di standby. La ricarica wireless consente di ricaricare il telefono senza cavi, inoltre è impermeabile e resistente ad atti di vandalismo. Un prodotto connesso ad Internet per la smart city poiché integra monitoraggio remoto, fatturazione digitale con app e sensori di qualità dell’aria per analisi accurate dell’ambiente.

Con il progetto Sunrise si può estendere internet anche sott’acqua costruendo autostrade digitali subacquee che consentiranno il trasferimento di dati da sensori, robot, AUV e veicoli di nuova generazione in grado di eseguire compiti pericolosi per gli esseri umani. Le applicazioni sono vastissime e includono il monitoraggio ambientale, lo sminamento, la sorveglianza e la protezione dei siti archeologici sommersi, la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi.

Nel campo medico scientifico va invece segnalata Open BioMedical Initiative, un’iniziativa no-profit globale a sostegno del mondo tradizionale biomedico, impegnata nello sviluppo e distribuzione di Tecnologie Biomediche a basso e open source. Va a loro il merito di aver inventato la prima incubatrice neonatale economica, stampabile in 3D e con un’elettronica facilmente reperibile, che mantiene costante al suo interno il microclima per la crescita assistita dei neonati prematuri e/o sottopeso. Sarà indirizzata principalmente ai paesi in via di sviluppo, facile da trasportare, a basso consumo energetico e dal costo di 1.000 euro.

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