Raggi conquista Roma: grande pesca M5S a destra (gratis) nel 67% dei consensi

21 giugno 2016 ore 11:22, Americo Mascarucci
"Hanno vinto i romani. Voglio ringraziare tutti i romani che mi hanno affidato questo compito. Grazie. È un momento storico, una svolta"
Così Virginia Raggi primo sindaco donna della Capitale ha ringraziato gli elettori che al ballottaggio l’hanno eletta sindaco di Roma. 
Due giorni di festa per il Movimento 5Stelle che ha visto realizzato un sogno fino a poco tempo fa considerato impossibile. Perché alla fine, sondaggi a parte, erano in pochi a scommettere che alla fine il Campidoglio sarebbe finito nelle mani dei grillini. 
Anche Beppe Grillo, improvvisamente riapparso dopo essersi tenuto fuori dalla campagna elettorale per non oscurare la Raggi e non dare fiato alla propaganda di chi sosteneva che il neo sindaco fosse teleguidata da lui e dalla Casaleggio associati, venuto a festeggiare la vittoria ha parlato di una mission impossibile portata a termine. 
Adesso dopo l’euforia della vittoria e i festeggiamenti i 5Stelle saranno attesi però alla prova del governo. 
"Sono pronta a governare, ora parte una nuova era. Voglio mettere un punto su tutti i toni aspri, sui vili attacchi che ho ricevuto. Si riparte da domani e mi auguro che tutte le forze politiche abbiano il buon sensi di aprire un dialogo su problemi e soluzioni, per mettere al centro i romani. Questo è l'obiettivo che mi sono prefissa". 

Raggi conquista Roma: grande pesca M5S a destra (gratis) nel 67% dei consensi
La Raggi è diventata sindaco di Roma ottenendo 770.564 voti, pari al 67,15%, avendo preso più del doppio dei voti dello sfidante Roberto Giachetti, che è arrivato a 376.935 voti, pari al 32,85%. La candidata 5Stelle ha vinto anche grazie ai voti della maggioranza degli elettori di centrodestra, buona parte di quelli di sinistra e con l’appoggio di larga parte del mondo cattolico. Per questo forse il neo primo cittadino ha specificato di voler essere il "sindaco di tutti" visto che (quasi) tutti alla fine l’hanno votato, da destra, a sinistra, al centro.
Colpa, sostengono gli analisti più accreditati del Premier Renzi che di fatto ha finito con il trasformare ogni appuntamento elettorale in un plebiscito su di lui. Non soltanto il referendum costituzionale di ottobre ma le stesse elezioni amministrative che gli avversari hanno interpretato come un test di fiducia al Governo e un buon viatico per dare la spallata al Premier in vista proprio del referendum. 
Non dunque tutti con la Raggi, ma tutti contro Renzi e i suoi candidati. Anche se questo ragionamento è sembrato albergare soltanto a destra dove gli elettori hanno votato con convinzione i 5Stelle nei ballottaggi. 
Un appoggio gratuito e a senso unico visto che gli elettori 5Stelle non sono sembrati affatto intenzionati a restituire il favore a Milano votando Parisi. 

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