Fatebenefratelli per gli ebrei, una targa ricorda le vite salvate sull’Isola Tiberina

21 giugno 2016 ore 11:42, intelligo
di Luciana Palmacci

“Casa di vita” recita la targa svelata oggi, martedì 21 giugno, nella Sala Assunta dell’ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina: un riconoscimento assegnato dalla fondazione internazionale Raoul Wallenberg in ricordo del contributo dell’ospedale nel salvare decine di ebrei durante le persecuzioni nazista. Alla cerimonia di svelamento, due ‘sopravvissuti’, Gabriele Sonnino e Luciana Tedesco, e uno dei protagonisti degli eventi ricordati Adriano Ossicini, uno dei medici di quegli anni. 

Fatebenefratelli per gli ebrei, una targa ricorda le vite salvate sull’Isola Tiberina

In un reparto furono nascosti una decina di ebrei. Per loro il professor Giovanni Borromeo insieme al dottor Adriano Ossicini, inventò una malattia infettiva estremamente pericolosa, cui diede il nome di Morbo di K, dove K stava ad indicare l'ufficiale tedesco Herbert Kappler o il generale tedesco Albert Kesselring. Le SS, temendo il contagio, non fecero mai irruzione nel reparto di isolamento. L'allora priore polacco Fra Maurizio Bialek installò negli scantinati dell’Ospedale una radio ricetrasmittente clandestina, in continuo contatto con i partigiani laziali; agli ebrei dell'Ospedale e alle loro famiglie procurò falsi documenti ed un rifugio sicuro in vari monasteri. Per i suoi meriti, nel 2004, Borromeo ricevette dallo Yad Vashem il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni.  

A patrocinare l’evento la Comunità ebraica di Roma e la Fondazione Museo della Shoah alla presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin; Naor Gilon, ambasciatore dello Stato di Israele; il Rabbino Capo della comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni; il presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello, e altre figure di spicco legate all’evento.
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