39 profughi a Casale San Nicola, il Comitato si spacca. CPI: "Li stanno prendendo in giro"

21 luglio 2015, Marta Moriconi
39 profughi a Casale San Nicola, il Comitato si spacca. CPI: 'Li stanno prendendo in giro'
Il Corriere della Sera aveva parlato degli scontri di venerdì con la polizia al presidio a Casale San Nicola contro il centro migranti ma anche della rabbia di alcuni abitanti della zona al grido di: "Noi non siamo razzisti, non abbiamo chiesto aiuto a CasaPound". Infatti, all’inizio del viale, non c'è più alcun presidio di Cpi. I residenti, la parte che ha vinto, pare abbia rifiutato definitivamente qualsiasi strumentalizzazione. 
E il risultato è questo: oggi la Questura annuncia operazioni di trasferimento di ulteriori 39 cittadini stranieri concluse senza incidenti ( che si aggiungono ai 19 di pochi giorni fa). E intanto continua il tavolo istituzioni-cittadini. 

IntelligoNews ha intercettato Simone Di Stefano, vicepresidente di Cpi, che svela la spaccatura interna al Comitato e interviene così: "Ieri il Comitato si è praticamente diviso in due e un'esigua maggioranza ha deciso di non intraprendere nessuna manifestazione contro i nuovi arrivi. Si tratta degli stessi che si erano accordati col Prefetto per i primi 20 circa e che si sono lamentati della nostra presenza. Diciamo che è una maggioranza un po' fallata, una decisione presa ieri sera, quando tanti non c'erano. Ufficialmente siamo fuori dal Comitato da ieri, hanno deciso di non opporre alcuna resistenza".

E alla domanda se ancora rimangono lì con un piccolo presidio risponde di no, "così mi ha detto il responsabile Andrea Antonini, e quindi al presidio - si sfoga Di Stefano - rimarranno i cittadini che si vedranno passare davanti i pullman di immigrati facendosi prendere in giro dal Prefetto. Io ho letto benissimo dai giornali stamattina che non c'è nessun profugo tra loro, nessun siriano o eritreo, ma gente dal Mali o dal Bangladesh che non scappa certo dalla guerra".

Per lui si tratta di una trappola mediatica a danno di CasaPound, che ha convinto" una parte dei residenti sì, ma una grande parte no. Noi a In onda - conclude - abbiamo strappato solo applausi ieri sera. Ora, lì ne arriveranno tanti altri, grazie a una manovra mediatica, utile ai fini del disfacimento del Comitato". 
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