Arsenico a Roma. Pagnotta (Ricercatore IRSA-CNR): "L'ordinanza di Marino è ambigua. Il problema dei batteri..."

21 marzo 2014, Micaela Del Monte
Da giorni a Roma si parla del problema del caso dell'arsenico nell'acqua di alcune zone della Capitale. Per capire meglio cosa sta succedendo e quali siano realmente le problematiche, Intelligonews ha contattato Romano Pagnotta, ricercatore dell'Irsa-Cnr (Istituto di ricerca sulle acque) e docente di Ecoidrologia all'Università Sapienza di Roma. 

Nei giorni passati si è parlato di un aumento dei tumori a causa dell'arsenico. Il problema esiste realmente? 

« Che l'arsenico possa essere fonte e causa dell'aumento dei tumori è un fatto accertato, il problema è a quali concentrazioni questo avviene. Di sicuro quello che si sa è che un incremento certo di tumori si ha con 200 microgrammi/litro di acqua ed è per questo che è stato fissato un limite di 10 microgrammi/litro che è un limite estremamente cautelativo verso tutta la popolazione e verso i soggetti maggiormente esposti a rischio. Teniamo presente che fino al 1998 il limite era 50 microgrammi/litro e quindi il problema dell'arsenico oggi si pone perché c'è stato un abbassamento di questo limite, non perché sia aumentato l'arsenico nell'acqua. Ovvio che abbassando il limite automaticamente acque che sono naturalmente contaminate per questioni geologiche e che prima erano potabili ora non lo sono più. E' quindi certo che il rischio maggiore si ha quando c'è un consumo di acqua piuttosto elevato in rapporto al peso corporeo. Quindi i soggetti più a rischio sono i bambini e i lattanti, ma i 10 microgrammi/litri stabiliti è un limite che tutela anche questa fascia». 

Arsenico a Roma. Pagnotta (Ricercatore IRSA-CNR): 'L'ordinanza di Marino è ambigua. Il problema dei batteri...'
E' giusto allora vietare l'uso dell'acqua alle 500 famiglie di Roma Nord interessate? 

« L'ordinanza del Sindaco dimostra un problema di mancata chiarezza nella comunicazione. Nel testo dell'ordinanza infatti non si parla mai di arsenico, se ne parla solo nell'oggetto, dopo di che all'interno si parla genericamente di superamento di limiti chimici e di limiti batteriologici. Ma il cuore dell'ordinanza impone ai cittadini di non usare l'acqua e all'Arsial (l'acquedotto interessato nella vicenda) di ripristinare le caratteristiche originali batteriologiche. Quindi si parla di batteri, non di arsenico! Che ci sia una contaminazione di arsenico è vero, ma che questa concentrazione superi i limiti di legge non è chiaro. Non si parla neanche di un aumento della concentrazione di arsenico. Non si capisce dunque se: in primis ci sia stata una contaminazione di arsenico o una contaminazione soltanto microbiologica e poi quanto questa contaminazione sia superiore al limite stabilito dalla legge».  

Quindi la situazione in realtà non è peggiorata negli ultimi anni?

«La situazione non dovrebbe essere peggiorata, sia perché questo arsenico non è di origine antropica ma naturalmente presente per motivi geologici, sia perché se avessimo mantenuto i limiti come erano nel 1998 non avremmo questi problemi. In seguito gli studi scientifici hanno dimostrato che quella concentrazione poteva essere pericolosa e per un principio di massima precauzione il limite è stato abbassato. Oltretutto esistono tecnologie per rimuovere l'arsenico quindi è opportuno farlo fino ai limiti di legge. Poi si è parlato anche di amianto, ma credo nessuno l'abbia misurato e nessuno sappia nulla. I giornali ne parlano, ma francamente non so da dove sia arrivata questa notizia. Tutto il problema comunque deriva da una mancata certezza e conoscenza di quelli che sono realmente i problemi».
caricamento in corso...
caricamento in corso...