Il consigliere Cozzoli (ex Fi) passa con Fitto: “Per i moderati. Messaggio a Marchini e Meloni”

21 ottobre 2015, Marco Guerra
“Candidature decise nelle stanze di Arcore non possono più funzionare. Ripartiamo dalle primarie dei programmi”. Il consigliere di Roma Capitale Ignazio Cozzoli spiega ad IntelligoNews i motivi che lo hanno spinto a lasciare Forza
Il consigliere Cozzoli (ex Fi) passa con Fitto: “Per i moderati. Messaggio a Marchini e Meloni”
Italia e ad abbracciare il progetto dei ‘Conservatori e Riformisti’ di Raffaele Fitto. “Non siamo la nuova Margherita”. Cozzoli si rivolge quindi a tutto il fronte alternativo alla sinistra per individuare il candidato del centro- destra alla corsa per il Campidoglio.

Allora consigliere Cozzoli come è maturata questa scelta di aderire ai ‘Conservatori e Riformisti’?

“Riteniamo che il centro destra è in un momento di confusione totale e che i ‘Conservatori e Riformisti’ possono portare un nuovo contributo alla politica nazionale partendo da Roma. Il problema dei moderati, infatti, è di tragica attualità. Ora si sta ragionando sui candidati, ma penso che si debba partire dalle primarie, e non intendo solo sulle persone ma in primis sui programmi”.

Con te passa tutto il gruppo di Ciocchetti che ha una solida base elettorale nella capitale…

“Non c’è solo il gruppo di Ciocchetti, sarebbe riduttivo, siamo diversi amici di provenienza ex Udc, Ncd e Forza Italia. Siamo un gruppo significativo che con il tempo si paleserà. Molti arriveranno nei prossimi giorni. Il tema vero è che l’Ncd a livello nazionale si sta sfaldando, e con la situazione complessiva dei moderati che ormai si articola su dieci tavoli è impensabile che non ci sia un tentativo di ricomposizione. Al livello nazionale sono sempre di più coloro che intendano passare da una gestione dirigistica e cesaristica ad una collegiale che parte dalle esigenze del territorio e dalle primarie”.

Ripartite dal metodo della primarie per ridisegnare il centro-destra. E questo il vostro messaggio?

Assolutamente si, siamo convinti che non si possano decidere nella stanzetta di Arcore o via del Plebiscito le sorti di Roma o Di Milano , non ci si può più comportare come una stirpe di mandarini che hanno il solo obiettivo di restare in piedi nella tempesta”.

Che ruolo giocherete nelle amministrative di primavera?

“Noi ci proponiamo come soggetto che mira ad essere un pezzo che porta alla riaggregazione dei moderati. Pensiamo che i moderati restano maggioranza in città e nel Paese, e portiamo le tesi di Fitto su Roma, il quale sta scuotendo le coscienze del centro destra italiano. Come? Primo affermando che ricette liberali sono quelle che tirano fuori dal guado il Paese e anche la capitale. Ad esempio attraverso una liberalizzazione controllata e l’ingrasso di privati all’interno della partecipate, e tramite l’utilizzo del project financing per realizzare le infrastrutture. Queste possono essere ricette che cambiano il volto della città”.

E Marchini in tutto questo come lo vede?

“Marchini è un candidato valido come lo è Giorgia Meloni, ma non può essere una candidato poliedrico. Noi evidenziamo che qualunque candidato non può essere calato dall’alto e quanto meno deve avere la decenza di confrontarsi sul programma con partiti che stanno all’interno del perimetro che lo sostiene. Quindi noi chiediamo alla Meloni come a Marchini di palesare il proprio programma e anche i metodi di individuazione della squadra perché non si possono scegliere i candidati in base se hanno i capelli lunghi o corti”.

Con gli ex compagni di partito di Forza Italia come si è lasciato?

“Nessun problema e nessun rancore ma ritengo che le modalità di organizzazione del partito e della classe dirigente siano superate. Ritengo che non si può andare avanti con una selezione che porta a strizzare l’occhio a Berlusconi per essere messi lista e chi non lo fa resta fuori. E’ un metodo a dir poco anacronistico rispetto al momento torico del Paese”.

Siete moderati e anche alternativi alla sinistra? In parlamento abbiamo visto che gli schemi sono saltati da un pezzo…

"Assolutamente alternativi alla sinistra socialista, se esistesse una sinistra moderata sarebbe sicuramente il nostra interlocutore, ma per essere chiari non siamo interessati a ragionare nella direzione di Verdini. Vogliamo costruire un percorso senza steccati con chiunque voglia mettere le basi per soggetto moderato vero: Insomma nessuna Margherita bis. Questo è un partito che sta nascendo, si sono appena formati i gruppi parlamentari, quindi ha l’entusiasmo di una star up, il che non è da poco”.

Con Fitto cosa vi siete detti?

“Ci Siamo raccontati la nostra visione dei progetti dei partiti è chiaro che noi rivendichiamo il coraggio di aver fatto questa scelta controcorrente e non ci aspettiamo alcun premio per questo . Siamo abituati a candidarci sulle liste, qualunque sia la lista anche quella dei riformatori riformisti”.

Quindi vi presenterete con un vostro simbolo?

“E’ una delle opzioni che stiamo valutando, speriamo che ci sia la possibilità di costruire un meccanismo unitario del centro-destra, ma non prescindiamo dalla possibilità di presentare il nostro simbolo che è il Leone”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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