Chikungunya, isolato virus e niente stop a interventi chirurgici

21 settembre 2017 ore 15:21, Giuseppe Tetto
"Non vi è in atto alcuna interruzione delle attività operatorie nelle strutture ospedaliere del Lazio, soprattutto per quanto riguarda le operazioni salvavita". È la Regione Lazio a precisarlo in una nota vista l’emergenza scattata dalla presenza della Chikungunya. Nei giorni scorsi, infatti, visto lo stop delle donazioni di sangue per i residenti della Asl Rm 2, si era temuto una sospensione degli interventi chirurgici: “Ad oggi 21 settembre – si legge nella nota della Regione - , esattamente sette giorni dopo il blocco delle donazioni di sangue per i residenti della Asl Rm 2, il Centro Regionale Sangue ha ricevuto in compensazione 1.531 sacche di sangue dalle altre regioni che ringraziamo per la disponibilità e generosità. Si precisa che il fabbisogno giornaliero relativo alle misure di prevenzione messe in atto ammonta a 250 unità al giorno, come si evince dalle disposizioni del Centro Nazionale Sangue, dunque ad oggi le compensazioni, oltre alla raccolta straordinaria, hanno coperto interamente il fabbisogno nella Capitale”. 

Chikungunya, isolato virus e niente stop a interventi chirurgici
 

DONAZIONI DI SANGUE La Regione poi precisa che sarà possibile utilizzare anche “le sacche di sangue raccolte nel resto della città di Roma che hanno subito la quarantena dei 5 giorni prevista dalle disposizioni emanate dal Centro Nazionale Sangue in accordo con la Direzione Regionale Salute della Regione Lazio lo scorso 13 settembre”. Il tutto sottolineando che è in corso una raccolta straordinaria di sangue: “A Roma (esclusi i residenti della Asl Rm 2) e nel Lazio (esclusi i residenti di Anzio) si può e si deve donare sangue. Sono infatti oltre 50 gli appuntamenti straordinari per la raccolta sangue organizzati dalle associazioni di volontariato, pubblicate anche sul sito della Regione Lazio”. 

LORENZIN Sul “caso Roma” è intervenuta anche la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin ribadendo che non c’è nessun allarme sangue nella capitale ponendo l’accendo sulla disinfestazione da attuare, visto che il male primario è proprio l’insentto "Non si può negare che nella Capitale esista un problema di igiene. Topi, blatte, zanzare, gabbiani, cinghiali in città sono un problema che va affrontato. Direi che manca la programmazione". 

VIRUS ISOLATO Ad oggi la conta dei soggetti infettati accertati sale a 86, dieci in più di ieri. Di questi 5 a Roma e 5 ad Anzio. Intanto ieri al laboratorio di Virologia dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, laboratorio di riferimento regionale per gli agenti patogeni umani, è stato isolato il virus che sta causando l'epidemia di Chikungunya nel Lazio, oggi denominato CHIKV/ITA/Lazio-INMI1-2017. 

COS’E’ LA CHIKUNGUNYA La Chikungunya è una malattia virale caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette. La prima epidemia nota è stata descritta nel 1952 in Tanzania, anche se già nel 1779 era stata descritta un’epidemia in Indonesia forse attribuibile allo stesso agente virale. A partire dagli anni Cinquanta, varie epidemie di chikungunya si sono verificate in Asia e in Africa. Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifesta una sintomatologia simil-influenzale che include febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche. Si può sviluppare anche un esantema maculopapulare pruriginoso. Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi. Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica (ma non in modo così grave come nella dengue) entro 3-5 giorni, o neurologica, soprattutto nei bambini. In rarissimi casi la chikungunya può essere fatale, più che altro in soggetti anziani con sottostanti patologie di base.
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