Pittori di strada: in arrivo un esame per restare in piazza?

22 agosto 2014 ore 12:15, Micaela Del Monte
A Roma la lotta agli abusivi è ormai aperta da tempo. Peccato che si combattano gli abusivi sbagliati. Perché se i parcheggiatori e venditori ambulanti nella Capitale continuano ad avere vita facile, così non è per gli artisti di strada che, non solo rendono pittoreschi alcuni scorci della città conferendo ad alcune zone di Roma un'aria magica e un po' retró, ma ricordano anche ai turisti quanto Roma e tutta l'Italia siano pregne di arte.
Pittori di strada: in arrivo un esame per restare in piazza?
Ma se per chi si gode il proprio lavoro a discapito dei cittadini e della città stessa la "persecuzione" è pressoché minima, al contrario si condanna chi invece arricchisce, a modo suo, il complesso della città. Dilettanti e autodidatti, da decenni un’attrazione locale a misura di turista: ritrattisti, caricaturisti, disegnatori e acquarellisti, che campano offrendo al pubblico le loro creazioni. È vero che tra loro non c'è solo chi si nutre del proprio lavoro per tirare avanti, chi seriamente usa il proprio talento e la propria passione per mandare avanti la propria famiglia o semplicemente arrotondare facendo quello che prima di essere un lavoro è uno stile di vita. Tra loro c'è anche chi di artistico ha ben poco, quelli che le opere le importano fotocopiate o stampate dall'estero favorendo a volte racket, ed è per questo che molto spesso a Piazza Navona ci sono dei veri e propri raid per smantellare tutta questa impalcatura, che se fosse veramente sana non avrebbe senso eliminare. Per questo motivo si sta pensando ad una normalizzazione, un modo per "lasciare" in strada solo chi è realmente un'artista e ha qualcosa di concreto da offrire. Qualcosa già si è mosso, e da 44 i posti disponibili sono diventati 25, in accordo con il Mibac e la Soprintendenza. Posti che in futuro saranno riservati solo degli artisti “veri”. Niente madonnari, incompetenti, profittatori e hobbisti allo sbaraglio. I pittori di Piazza Navona, in altri termini, dovranno passare un esame: quelli bravi restano, gli altri tornano a casa o si accontentano di palcoscenici minori.
Pittori di strada: in arrivo un esame per restare in piazza?
Ma chi sarà a decidere? Ancora nulla di certo, ma si sta pensando a una commissione di esperti, un comitato scientifico d’eccezione, gente titolata a indicare cosa è arte e cosa non lo è. Questo, almeno, negli intenti della commissione Commercio del Comune presieduta dal consigliere comunale Orlando Corsetti. Di sicuro però è giusto che quell'aria un po' bohémien di Roma, quella vena popolare e artistica che tinge le zone caratteristiche della Capitale non venga totalmente estirpata. Sarebbe come chiudere il mercato delle Pulci di Parigi, Portobello Road a Londra o, per rimanere nell'ambito capitolino, sarebbe come eliminare Portaportese. Roma non ha bisogno di questo, ma di certo ha bisogno di rispettare chi ha la capacità di rendere le piazze della città eterna ancora più belle e colorate.
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