Il nuovo "Esodo" degli ebrei romani, Pontecorvo: "Italia come la Francia, ma con qualche differenza"

22 aprile 2015, Marta Moriconi
Il nuovo 'Esodo' degli ebrei romani, Pontecorvo: 'Italia come la Francia, ma con qualche differenza'
Gianluca Pontecorvo,
co-fondatore del Progetto Dreyfus e giovane membro della Comunità Ebraica di Roma, commenta l'inchiesta del Corriere della Sera che parla di un nuovo "esodo" ma degli ebrei italiani che vanno in Israele. IntelligoNews chiede a lui delle spiegazioni, le ragioni e le paure che attanagliano la loro comunità e analogie e differenze con la fuga dalla Francia. 

Cosa succede. Un’inchieste del Corriere vi vuole in partenza verso Israele. L’Italia fa paura come la Francia?
 
“La comunità ebraica in Francia è molto più grande che nel nostro Paese, però sono più forti i fenomeni di antisemitismo che si possono vivere qui a livello quotidiano, e io parlo della realtà romana soprattutto. 
In Italia viviamo in una situazione molto particolare. Tutti i cittadini saranno pure uguali, ma i bambini ebrei romani sono costretti ad andare a scuola scortati dalle Forze dell’Ordine”. 

Ma questo solo ora o da sempre?

“No, sono anni che viviamo costantemente con le Forze dell’Ordine che ringraziamo per gli sforzi. Da quando morì Stefano Gaj Taché… siamo molto più protetti da allora. E’ scontata per noi questa cosa, ma non dovrebbe essere la normalità per i bambini andare a scuola così. Non auguro a nessuno di andare in classe scortato”.

Ma forse emigrate anche per le problematiche che incontrate a livello occupazionale? Israele offre di più?

“Israele, e lo dico non da ebreo ma da imprenditore, è un Paese che offre moltissime opportunità. Poi per un ebreo che decide di fare ritorno nella Terra di Israele, ci sono delle garanzie perché c’è una comunità che ti accoglie: dalle tasse, ai corsi di formazione, all’insegnamento della lingua, ci sono diverse opportunità. E questo aiuta molto”.

Ha persone vicino che hanno già fatto la scelta di l’Italia?

Sì, certo. Negli ultimi anni sono tantissime le famiglie intere che hanno fatto la scelta di tornare in Israele. Dalle persone adulte, che con la crisi economica hanno deciso di reinventarsi, fino agli studenti che sono andati lì nelle Università israeliane, famose per l’alto livello di formazione didattica. E’ un contesto dove i giovani vengono valorizzati. Non c’è quel continuo discorso di dover essere attenti all’anti-semitismo. Sì, c’è un conflitto in atto con i palestinesi, ma da 67”.

Ma l’Italia è oggi come la Francia o no? E’ di oggi l’arresto di un presunto terrorista islamista…

“Per rispondere al meglio uso un esempio. E’ simbolico quanto successe anni fa nei confronti di Ilan Halimi, noi di Progetto Dreyfus terremo un grandissimo evento il 6 maggio per ricordarlo. E’ il più grande simbolo per quanto riguarda l’antisemitismo moderno, in quel caso in Francia. Questo ragazzo venne rapito e torturato perché i suoi persecutori partivano dall’idea che gli ebrei fossero ricchi e che si aiutavano tra loro  quindi era lecito rapire e uccidere una persona. Questo ancora in Italia non è successo, e non ci sono ancora le condizioni per cui possa accadere, ma è dovere nostro e dei media non permettere che succeda mai e poi mai”. 

In Italia non vivete più bene insomma…

Noi viviamo ancora bene nonostante l’antisemitismo e nonostante la crisi. Non vorrei essere costretto a lasciare Roma, che amo come nessun’altra città al mondo, ma ci sono dei problemi che potrebbero mettere a rischio non solo me, ma i miei familiari, i miei amici. Questo stiamo evidendiando…”.

Un commento sulla scritta vicino al Colosseo “Toaff balleremo sulla tua tomba” firmato Militia.

Le scritte erano 5 e sono state prontamente cancellate dal Comune e dalle forze dell’Ordine. Io sono stato il giorno del funerale al Tempio della Sinagoga maggiore e poi ho accompagnato il feretro a Livorno. Per me Toaff è stata una figura probabilmente irripetibile per quanto ha fatto. Un maestro che ci ha lasciato un grandissimo testimone. Questa gente non si commenta. Toaff era troppo grande anche solo per essere sfiorato dal pensiero di queste persone indegne. Ci penserà la giustizia”. 

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