Quirinale, ecco l'asse sotterraneo degli scontenti fuori controllo

22 dicembre 2014 ore 10:19, intelligo
Quirinale, ecco l'asse sotterraneo degli scontenti fuori controllo
Malumori, veleni, rancori, dubbi, tentazioni. L'aria che si respira nelle Camere alla vigilia della grande partita per l'elezione del nuovo Capo dello Stato appare confusa e potenzialmente tempestosa. Il rischio di imboscate è dietro l'angolo e gli esponenti delle minoranze dei vari partiti, nei colloqui informali in Transatlantico, non si nascondono. "Se esiste la possibilità che le minoranze del Pd e di Forza Italia possano fare asse e mettere in comune i loro malumori? Certo, i contatti non mancano e l'accelerazione sulla legge elettorale aiuta l'instabilità nei gruppi" dicono dentro Forza Italia e dentro il Pd. D'altra parte il Parlamento, nonostante sia trascorso soltanto poco più di un anno e mezzo dalla rielezione di Giorgio Napolitano, ha cambiato profondamente volto ed equilibri interni rispetto a quel 20 aprile 2013, basti pensare che siamo a quota 156 cambi di casacca e il rimescolamento è continuo. Il Pd ha gruppi parlamentari bersaniani e una minoranza da mesi in bilico tra opposizione interna e scissione. Forza Italia - dopo la scissione di Ncd - deve fare i conti con i 37 della componente fittiana. Sel si è spaccata in due e scissioni ci sono state anche in Scelta Civica. I grillini perdono deputati e senatori ogni settimana e nuove perdite potrebbero esserci nelle prossime settimane. Ncd ha linee diverse al suo interno, così come l'Udc divisa tra "casiniani" e "cesiani". Perfino la Lega deve scontare qualche dissapore tra i maronian-tosiani e i salviniani. Insomma nessun gruppo è granitico e il voto per il successore di Napolitano potrebbe davvero rivelarsi esplosivo e sfuggire alle indicazioni delle segreterie. Con alleanze "dimostrative" su nomi di bandiera: telegrammi di malcontento spediti ai rispettivi leader in una partita quantomai strategica.
autore / intelligo
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