Renzi smonta Di Battista senza "reddito". Ma la sfida è col Pd

22 giugno 2016 ore 13:07, Lucia Bigozzi
Matteo Renzi evoca un mondo diviso tra chi guarda avanti e chi sta ancorato al passato. Prova così a ribaltare lo schema dopochè le vittorie grilline a Roma e soprattutto a Torino hanno scombinato i piani del premier e catapultato la sua nave in mezzo alla tempesta. Non a caso rilancia sottolineando che “il mondo sarà diviso tra chi scommette sull’apertura e chi sulla chiusura, su chi pensa che il futuro è un luogo straordinario in cui andare a testa alta e chi pensa che il futuro è un luogo da cui proteggersi. E' il futuro della piazza contro quello dei muri. Ma la politica è ancora restia ad accettare la sfida del cambiamento”. Parole che dosa bene davanti alla platea che lo ascolta, durante la presentazione del libro di Alec Ross. Il premier dunque “gioca” sulla contrapposizione tra Pd e 5Stelle, visti come il “vecchio” che avanza. 

Renzi smonta Di Battista senza 'reddito'. Ma la sfida è col Pd
“Va bene le riforme, il Jobs act, la legge elettorale, le riforme istituzionali, tutto fondamentale. Ma per dare la direzione dei prossimi 20 anni dobbiamo, per esempio, capire come piazziamo l'Italia
nel campo dell'innovazione tecnologica. La grande questione politica è che devi dare una visione, che è quello che stiamo cercando di fare”, insiste Renzi che poi usa una frase di sicuro effetto, almeno comunicativo: “Se vedo un problema cerco di risolverlo, non mi lamento del complotto o del fatto che ce l'hanno tutti con me. Questo comporta di accettare la cultura del fallimento”. Quanto al reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia dei grillini, il premier replica al parlamentare pentastellato Di Battista che lo sfida ad approvare in Parlamento la proposta di legge targata 5S, smontandone la validità. Non a caso dice: “Idee come quella del M5S di dare a tutti il reddito di cittadinanza, di dire che il futuro sia fatto tutto di tranquillità, per cui, ‘io do a tutti il reddito di cittadinanza, tutti tranquilli, non c’è bisogno di mettersi in gioco, di lavorare’, è un ragionamento secondo me sbagliato. Io devo dare a tutti un’opportunità, poi se non ce la fai, devo darti una mano”. Per lui “il futuro è un luogo dal quale proteggersi, ma bisogna accettare la sfida del cambiamento”. 

Infine porta l’esempio degli Stati Uniti dove “se uno fallisce trova una 'adventure capital' che investe su di lui perché ha fatto esperienza dall'errore. Per noi il fallimento è una ferita, invece per gli Stati Uniti è una cicatrice che ti ricorda cosa non fare, mentre noi sempre qui a disinfettarsi”. La differenza, chiosa Renzi, “è che gli americani dicono wow gli italiani mah, tre lettere ma profondamente diverse”. 
autore / Lucia Bigozzi
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