Candidati sindaco per Roma e disservizio pubblico: la democrazia floreale alla Floris

22 maggio 2013 ore 12:34, Francesca Siciliano
Candidati sindaco per Roma e disservizio pubblico: la democrazia floreale alla Floris
Giovanni Floris, nel suo salotto politico televisivo, ieri sera ha avuto una bella pensata. Ma non proprio politically correct, come da copione.
Partiamo dall'inizio. Lo scorso giovedì, davanti alla sede Rai di viale Mazzini, 14 dei 19 candidati sindaco in corsa per il Campidoglio hanno manifestato lamentando il fatto che Mamma Rai (il servizio pubblico per eccellenza) non gli abbia dato nel corso di questa campagna elettorale abbastanza visibilità mediatica. Cosa che invece è stata fatta per l'altrettanto semi-sconosciuto Alfio Marchini. Alemanno, Marino, Marchini e De Vito, invece, considerati i big non hanno saputo a chi dare i resti: al mattino ad Agorà, nel pomeriggio si dividevano tra Vita in diretta e comparsate flash, la sera ospiti dei vari Ballarò e Porta a Porta. Ed ecco perché loro, i sindaci a quanto pare considerati figli di un Dio minore, con tanto di megafono e striscione hanno deciso di manifestare il disappunto per quella che hanno definito una vera e propria «mancanza di democrazia e di pluralità dell'informazione». Il Nostro Floris, a quel punto, paladino della democraticità dell'informazione in seguito all'occupazione del marciapiede li ha contattati: se volete, pare gli abbia detto, vi facciamo un'intervista flash di 30 secondi a testa. Giusto il tempo di dire il proprio nome, dunque, di fare una battuta. Giusto un contentino. Giusto un modo per poter dire dopo “avete preso lo zerovirgola, ma non dite che non vi abbiamo dato spazio”. I sindaci, in “divisa” anti sommossa e pieni d'orgoglio, però, non hanno accettato il gentile “invito” del conduttore di Ballarò. Hanno preferito glissare e concentrarsi su altro: «Non abbiamo bisogno dell'elemosina, né di briciole di tempo», hanno detto all'unisono. Veniamo a ieri sera. Nel corso della suo talk, Floris, venendo meno al “solito” principio della par condicio, ha scelto di dar voce sempre e solo ai soliti quattro. E agli altri? Anziché trasmettere la loro protesta silenziosa davanti al celebre cavallo di viale Mazzini, ha mandato in onda un un collage di spezzoni di interventi di alcuni dei 19 girati non per Ballarò ma per il tg regionale. Se non si chiama dis-servizio pubblico questo...      
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