Marino: epilogo di una dimissione a lungo annunciata

22 maggio 2013 ore 17:00, Francesca Siciliano
Marino: epilogo di una dimissione a lungo annunciata
Forse Alemanno ci aveva sperato. Magari il fatidico giorno in cui Palazzo Madama avrebbe messo ai voti le dimissioni di Ignazio Marino non sarebbe mai arrivato. Magari Grasso gli avrebbe fatto un  “regalo” facendo passare il tutto come una propaganda elettorale targata Pd. E invece niente: la prassi è stata rotta e pochi minuti fa e alla prima votazione i senatori hanno approvato la mozione in base alla quale a prescindere dall'eventuale elezione il candidato sindaco piddino in corsa per il Campidoglio non occuperà più lo scranno ottenuto all'indomani delle politiche del 25 e 26 febbraio.
Effettivamente negli ultimi giorni era nato il giallo attorno a quelle che sono state definite come fantomatiche dimissioni. Al punto tale che  i cuori dei pidiellini capitanati da Augello e dei destrorsi di Storace hanno acceso la polemica. Critiche a Marino, infatti, per quelle dimissioni dimissioni preventive sbandierate urbi et orbi, ma che Grasso proprio non voleva calendarizzare. E soprattutto, incalzava il Pdl, ha mentito sulla lettera che sosteneva di aver inviato il 29 aprile, ma che in realtà è stata protocollata solo l'8 maggio. Ora è acqua passata: qualora il professore genovese non dovesse conquistare la carica di primo cittadino della Capitale non tornerà più ad occupare il suo “seggio sicuro” a Palazzo Madama. Tutto passato, dunque. L'unica cosa che continua per altre 48 ore è la campagna elettorale.
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