Ciocchetti e l’Udc romano “abbracciano” Alemanno al tempio di Adriano. «Marino è l'antitesi del nostro sentire»

23 aprile 2013 ore 17:50, intelligo
Ciocchetti e l’Udc romano “abbracciano” Alemanno al tempio di Adriano. «Marino è l'antitesi del nostro sentire»
di Marco Guerra
Nelle ultime elezioni politiche elezioni si è compreso che lo spazio occupato del centro non esiste più. Porteremo continuare a sostenere le nostre idee in uno spazio residuale di testimonianza, ma la nostra vocazione è di una cultura di governo. Anche a livello nazionale dobbiamo fare una scelta che ci riporti all'interno del centro-destra, per questo ho appoggiato Alemanno”.
In un Tempio di Adriano pieno di sostenitori, il candidato vicesindaco del centrodestra e storico leader dell’Udc romano Luciano Ciocchetti ha spiegato alla sua comunità politica i motivi del sostegno alla candidatura del primo cittadino uscente Gianni Alemanno. Insieme all’ex assessore all’urbanistica della Regione Lazio erano presenti quasi tutti i vertici di Roma e del Lazio del partito di Casini.
All’appello hanno infatti risposto Ignazio Cozzoli (segretario romano Udc), Michele Pagano (segretario provinciale), Francesca Barbato (capo gruppo XII municipio), Massimiliano Maselli (ex presidente di sviluppo Lazio già consigliere regionale dell’Udc), Pietro Sbardella (Capo gruppo in consiglio regionale) e Francesco Smedile (consigliere comunale).
Nei vari interventi dal palco tutti si sbrigano a chiarire: “Non è un accordo sulle poltrone”. Noi consegniamo alcuni punti programmatici importanti per aggiungere qualcosa che fa parte del nostro confronto con il territorio. Ma la vera chiave di volta del  riavvicinamento al centro-destra sta tutta nella deriva massimalista di un Pd che si è consegnato nelle mani dell’ultra laicista Marino.
“La nostra è una scelta giusta anche per il posizionamento di valori”, sottolinea Ciocchetti, “la riflessione partita da Roma deve riguardare anche le strategie a livello nazionale”. Sulla stessa linea il ragionamento di Sbardella che recrimina alla dirigenza del partito il barcamenarsi “in esperienze incomprensibili per l'elettorato”. “Dopo le elezioni del 2008 ci siamo ridotti a testimonianza – ha rincarato il capogruppo regionale -. Di questi tempi va fatta una scelta. Al partito abbiamo chiesto di essere realistici, l'unica strada è appoggiare Alemanno. Ignazio Marino rappresenta un antitesi del nostro sentire”. “Chi ha sussurrato li cacceremo dal partito – conclude Sbardella - verrà con noi perché non esiste un’altra alternativa”.
Dunque, stavolta non si tratta del frutto della strategia delle alleanze a macchia di leopardo lanciata da Casini per spezzare il bipolarismo, né di una parentesi episodica, c’è piuttosto la volontà di far partire da Roma la riaggregazione dei moderati, dopo la diaspora iniziata nel 2008 con la creazione del Pdl.
Siamo “vecchi amici che per una serie problemi si sono separati e oggi si rincontrano e si guardano in faccia”, conferma il sindaco Alemanno, parlando di “incontro naturale tra forze che guardano nella stessa direzione”.
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