A Roma crolla la sicurezza e cresce la paura

23 aprile 2014 ore 11:08, Micaela Del Monte
A Roma crolla la sicurezza e cresce la paura
Furti, scippi, rapine, aggressioni e spaccio.
I crimini a Roma negli ultimi quattro anni sono aumentati, e non solo quelli. Anche la paura dei cittadini è cresciuta notevolmente. A renderlo noto è stato il Dipartimento della Pubblica sicurezza, che analizza non soltanto lo stato di sicurezza oggettiva ma anche quella percepita, e sottolinea quanto i romani siano insicuri nella propria città e abbiano paura della quotidianità. La "tesi" dei cittadini è confermata dal dossier: negli ultimi quattro anni i furti nelle abitazioni sono aumentati addirittura del 17%. Erano 7.875 nel 2010, mentre nel 2013 sono lievitati fino a 9.455. Fanno paura anche le aggressioni personali. I numeri parlano di una progressione continua, anno dopo anno si svela il volto di una città dove la violenza fa da padrone: 2.268 aggressioni nel 2010; 2.654 nel 2011; 2.841 nel 2012; 2.693 nel 2013. In questo caso la crescita è di oltre il 15%. Gli abitanti del centro storico temono soprattutto gli scippi. Anche questi negli ultimi quattro anni sono cresciuti: erano 1.486 nel 2010, nell'ultimo anno sono arrivati quasi a quota 2mila: 1.951 per la precisione. Scippi che terrorizzano soprattutto i turisti. Non è un caso se poche settimane fa è stata attivata una task force composta da polizia, guardia di finanza e vigili per fermare i borseggi in metropolitana. Per ora è solo un modo per tentare di arginare la microcriminalità nei vagoni della metropolitana (soprattutto quelli della fermata Colosseo e Piazza di Spagna dove si aggirano maggiormente borseggiatori e turisti), Ad aumentare sono state anche le rapine: quattro anni fa erano 1.699, nel 2012 erano scese a 1.594, ma nell'ultimo anno sono risalite fino a 1.739. Per spaccio degli stupefacenti nelle strade della Capitale i casi dal 2010 al 2013 sono aumentati del 30%, passando da 1.204 a 1.722. Confermando la percezione dei cittadini, spaventati per la guerra tra bande che si consuma ogni sabato sera nei quartieri della movida, dal Pigneto a Trastevere, passando per San Lorenzo. Non manca il problema delle associazioni criminali di tipo mafioso che negli ultimi anni hanno ottenuto ricavi tra i 614 milioni di euro e il miliardo e 100mila da droga prostituzione, contraffazione, armi, gioco d'azzardo, usura, estorsioni ma anche rifiuti e tabacco. La situazione della Capitale dunque è grave quanto sembra ai cittadini stessi, per questo che anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha lanciato l'allarme e anche un piano speciale per cercare di provvedere. "Roma è la vetrina del nostro Paese. Dobbiamo ripulirla da spacciatori e delinquenti e la città deve tornare ad essere pulita e non in mano, anche nelle zone centrali, al commercio abusivo e al degrado urbano. La questione è più ampia del semplice decoro urbano. Sulla cosiddetta movida attiveremo dei controlli rigidi: un conto è divertirsi, altro conto sfasciare tutto e impedire ai romani di vivere la notte della propria città. Un altro punto-chiave sarà rafforzare i sistemi di videosorveglianza e bisogna farlo d’intesa con le associazioni di categoria: mi ha fatto molto piacere il consenso delle associazioni del commercio e della moda alle mie dichiarazioni dei giorni scorsi. Roma sta manifestando sempre più la sua specificità. Non possiamo accettare che la nostra Capitale diventi lo sfogatoio di tutte le proteste nazionali. E non possiamo neanche consentire che le splendide notti romane diventino scenario di violenze né, e torno ai cortei, che i turisti debbano restare chiusi in camera a vedere dai balconi le violenze in strada".
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