Bando San Camillo per non obiettori di coscienza, De Mari: "Essere cattolici non vuol dire niente..."

23 febbraio 2017 ore 17:29, intelligo
"Il vero problema è che i medici non obiettori sono sempre di meno ma non per ragioni etiche ma perché disgustati da una pratica che quantomeno dovrebbe essere svolta in cliniche private".
La dottoressa Silvana De Mari, medico chirurgo e psicoterapeuta commenta con Intelligonews le polemiche sul bando della Regione Lazio rivolto all'assunzione di medici non obiettori. Bando che ha provocato le proteste della Conferenza Episcopale Italiana e del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin oltre che di illustri giuristi che hanno evidenziato profili di incostituzionalità.
Un bando da molti considerato discriminatorio.
Bando San Camillo per non obiettori di coscienza, De Mari: 'Essere cattolici non vuol dire niente...'

Dottoressa De Mari, che ne pensa del bando della Regione Lazio riservato ai medici non obiettori?
 
"Cosa vuole che le dica, pensare che ci sono ginecologi che nella loro carriera hanno praticato centinaia di aborti è sconcertante. In realtà sono sempre di più i medici che si rifiutano di mettere in atto una pratica mostruosa". 

Fra l'altro il problema non riguarda soltanto i medici cattolici: anche tanti che non sono credenti e non si professano obiettori ad un certo punto lo diventano...

"Essere cattolici non vuol dire niente, solo il 10% dei medici obiettori va a messa. Lo stesso identico problema si presenta anche nelle strutture sanitarie non cattoliche. I cattolici sono stati fra i primi a far sentire la loro voce a favore dei piccoli. facendo capire all'opinione pubblica che si tratta di creature viventi, che c'è un cuoricino che batte e viene fermato. Spesso molte mamme nemmeno si rendono conto fino in fondo cosa stanno facendo. Mi è capitato di parlare con delle donne che dopo aver abortito sono state assalite dai sensi di colpa e hanno detto che se avessero saputo cosa stavano facendo probabilmente avrebbero rinunciato. Chi ha praticato aborti senza informare adeguatamente le mamme meriterebbe una class action".

Però per legge negli ospedali è previsto un supporto psicologico per le donne che vogliono abortire 

"Per legge ci dovrebbe essere, ma in molti ospedali non c'è. E la situazione italiana tuttavia non è fra le peggiori. Se io in Francia apro un blog dove dico alle mamme "attente a quello che fate" vengo denunciata e rischio l'arresto".

Nel bando sarebbe inserita una clausola secondo la quale se il medico non obiettore diventa obiettore in seguito, può essere licenziato

"E' chiaro, perché un medico sul principio può anche professarsi non obiettore, ma in molti casi lo diventa in seguito, provando un rifiuto. La cosa grave secondo me è che in Italia l'aborto viene praticato a spese dello Stato. Così non dovrebbe essere. Se l'aborto non è praticato per casi di necessità, per esempio un grave pericolo di vita per la madre, ma soltanto perché si ha una gravidanza indesiderata, perché non ci si sente pronti o per altri motivi di carattere privato, ebbene io ritengo che quell'intervento non possa essere finanziato con i soldi dei contribuenti. Quelle donne vadano nelle cliniche private e paghino di tasca propria l'intervento, come pagherebbero una normale liposuzione, visto che alcuni parlano di semplici cellule.... Ma qui entriamo in un altro argomento". 
autore / intelligo
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