Profughi, l'Infernetto prossimo Casale San Nicola? Tensione alle stelle

23 luglio 2015, Marco Guerra
Profughi, l'Infernetto prossimo Casale San Nicola? Tensione alle stelle
Continua a salire la temperatura nelle periferie di Roma. L’anticiclone africano non c’entra nulla: il clima incandescente è alimentato dai numerosi centri profughi che, dal giorno alla notte, vedono la luce in palazzine sfitte, residence, casali, ex scuole e strutture pubbliche di diversa natura.

Sono le tante “Casale San Nicola” che tolgono il letteralmente il sonno agli abitanti dei quartieri dell’interland romano, già alle prese con l’ordinario degrado capitolino. La procedura è sempre la stessa: senza alcun annuncio e condivisione con la cittadinanza, immigrati vengono insediati in strutture nella disponibilità di soggetti pubblici o privati, nell’ambito del progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che, nell’ultimo bando del Ministero dell’Interno, ha messo a disposizione 27 milioni di euro per l’accoglienza dei richiedenti asilo.

Tutto questo è successo nuovamente all’Infernetto, nel X Municipio, a due passi da Ostia, quartiere che solo lo scorso novembre vide l’arrivo di un gruppo di giovani egiziani presso il Centro per Alzheimer di via Salorno. Da circa due settimane, infatti, un gruppo di palazzine di tre piani a via Ennio Porrino ospita decine di immigrati, circa 80 secondo alcune testimonianze del luogo. Luca Marsella, responsabile di CasaPound per il litorale romano ha verificato la situazione e stasera ha convocato un’assemblea pubblica per chiedere lo spostamento del centro profughi.

“È la seconda volta in pochi mesi che all’infernetto, per volontà del sindaco e del prefetto, viene creato un centro profughi senza alcuna comunicazione dalle autorità – spiega Luca Marsella ad IntelligoNews -. Sentiremo i residenti e capiremo qual è la loro volontà e come intendono muoversi per rispondere a questo ennesimo sopruso calato dall’alto”.

Marsella racconta quindi del sopralluogo effettuato ieri presso la struttura di via Porrino: “Dalle palazzine usciva musica a tutto volume ed erano visibili diverse parabole per la tv satellitare. Gli uomini che ho visto sembravano senegalesi e del Bangladesh, insomma nessuna famiglia di siriani o eritrei che scappa dalla guerra”. Poi aggiunge: “In un quartiere abbandonato, senza servizi e colpito dalla piaga degli allagamenti, l’ultima cosa che vogliono gli abitanti è avere dei giovanotti extracomunitari che bighellonano in giro”.

Che la scelta dell’Infernetto sia una decisione calata dall’alto lo conferma anche il coordinatore di Fratelli d’Italia per il X Municipio, Monica Picca, che annuncia la sua presenza, insieme con quella di una delegazione locale del partito, all’assemblea di questa sera. “Proprio nei giorni scorsi, in qualità di rappresentate di una delle forze di opposizione del municipio, ho incontrato il commissario del X Municipio, Alfonzo Sabella, e il capo segreteria del sindaco, Silvia Decina, - riferisce ad IntelligoNews Monica Picca –, mi sento quindi presa in giro dalla loro palese volontà di volerci tenere all’oscuro questa vicenda”. 

Quindi incalza: “Ma come, la segreteria del sindaco mi chiama per annunciarmi l’apertura di una scuola – prosegue il coordinatore di Fdi – e non comunica nulla circa l’insediamento di un centro profughi all’Infernetto? Questa non è democrazia! Dopo il commissariamento del Municipio, al Comune pensano di poter disporre di questo territorio come meglio piace a loro”. 

Intanto l’appuntamento in programma fra poche ore a via Wolf Ferrari davanti al Bar ‘Gli Angoli’ si preannuncia molto partecipato. Già da questa sera il prefetto Gabrielli e il sindaco Marino dovranno fare i conti con un altro fronte di protesta.


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autore / Marco Guerra
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