Infernetto: sale rabbia anti-profughi e Borghezio annuncia "una visita al quartiere"

23 luglio 2015, intelligo
Di Marco Guerra 

Per la seconda volta nel giro di nove mesi, ieri gli abitanti dell’Infernetto si sono riuniti in un’assemblea pubblica per discutere dell’apertura di un nuovo centro profughi nel quartiere. In realtà si è trattato di una prima presa d’atto collettiva, convocata fra l’altro sui social con pochissime ore di anticipo, dal momento che circa cento tra senegalesi e bengalesi occupano già da oltre due settimane un gruppo di palazzine di tre piani in via Ennio Porrino. 
Infernetto: sale rabbia anti-profughi e Borghezio annuncia 'una visita al quartiere'
Secondo alcuni testimoni, che hanno parlato anche durante la manifestazione di ieri in via Wolf Ferrari, i migranti sarebbero stati portati alla spicciolata e nelle ore notturne ma l’allarme dei residenti è scattato quando sono apparse le camionette della polizia davanti alla struttura e, nei giorni seguenti, quando giovani africani sono apparsi alle finestre degli alloggi mentre suonava musica tutto volume. 
Quindi fra le persone presenti al raduno, a cui hanno partecipato anche i giovani di CasaPound e una delegazione di Fratelli d’Italia, i sentimenti prevalenti erano quelli di rabbia e incredulità.
La rabbia contro un sistema di gestione che continua a calare nei territori centinaia migranti in aree già prive di servizi e strutture per i cittadini del posto. Perplessità perché condivisione e partecipazione diventano parole vuote quando lo Stato assegna la palazzina davanti al tuo uscio di casa a decine di giovani extracomunitari  liberi di scorrazzare per il quartiere, con tutto quello che ne consegue in termini di sicurezza e deprezzamento dell’alloggio per quale si sta ancora pagando un mutuo. 
Ma la collera di molti cittadini che hanno animato l’assemblea, era rivolta anche contro gli altri abitanti del quartiere, la maggioranza, che sono rimasti al fresco dei loro alloggi condizionati.  
“Stasera siamo circa un centinaio, ma dov’è il resto che quartiere? Sono capaci solo a  lamentarsi?”, sbotta Mario, quarantenne con moglie due figli che racconta di aver subito un furto in casa e chiede maggiore sicurezza mostrandoci il degrado nei giardinetti dove si sta tenendo la manifestazione. 
Il quartiere, a metà strada tra Roma e Ostia, è abitato da una classe media che fa i conti con la crisi e sono molte le donne presenti al sit-in. “Non ci venite a parlare di  profughi, a via Porrino non si vedono famiglie siriane ed eritree in difficoltà ma solo giovanotti africani con cellulari di ultima generazione”, dice Franca sottolineando il fatto che fino a giugno la struttura era adibita a residence  per famiglie italiane. C’è anche chi, come Paolo, guarda distanza il gruppo di manifestanti e, interrogato sulla vicenda, chiede per quale motivo i migranti vengano sempre portati in periferia: “Alfano non conosce qualche palazzina sfitta vicino a casa sua? Li portassero in centro!”. 
L’assemblea si chiude con il collegamento in diretta con Del Debbio e con i manifestanti che promettono di portare avanti la protesta ad oltranza. E nei prossimi giorni farà visita al quartiere anche l’euro parlamentare della Lega, Mario Borghezio. Noi lo abbiamo intervistato. 

Allora Borghezio, è pronto a scendere in strada con gli abitanti dell’Infernetto? 

“Certamente! Ieri non sono potuto andare per impegni già persi in precedenza e questi giorni sarò ancora fuori per le mie attività parlamentari, ma mi sono già impegnato a recarmi all’Infernetto i primi di agosto  e a restare più giorni al fianco dei residenti del quartiere, sarò in presidio anche la notte se dovesse servire”. 

A Roma non passa giorno senza che si segnalino nuovi arrivi di migranti…

“Quello che succede a Roma è una delle tante conseguenze delle politiche di questo governo che si è fatto prendere in giro dagli alleati europei . Infatti, le altre cancelliere del continente alla fine hanno dato disponibilità ad accogliere poco più di 30mila migranti approdati in Italia e Grecia. Se consideriamo che solo nel 2014 sulle nostre coste ne sono arrivati 170mila capiamo bene di che cosa stiamo parlando”.

Sono stati lasciato soli?

“No, più semplicemente non si fidano dell’Italia che lascia entrare e scorrazzare liberamente sul suo territorio clandestini che non sono stati oggetto di alcun controllo anagrafico e sanitario. Alfano è un irresponsabile! A Roma in particolare la situazione ha oltrepassato i limiti del tollerabile, visto e considerato che la capitale ospita anche il più grande campo rom d’Europa (Castel Romano ndr). I cittadini si sono comportanti in maniera anche fin troppo responsabile, ma adesso si sono stancati di farsi prendere in giro”.

La cosa che da più fastidio agli abitanti delle periferie è vedere sorgere da un giorno all’atro campi profughi davanti le loro case senza un minimo di condivisione delle scelte da parte delle autorità…

Le cosiddette politiche dell’accoglienza sono diventate l’emblema di questa Italia. Dell’Italia peggiore, della mafia. La gestione dell’immigrazione è diventata l’ultima frontiera del business della criminalità e del sistema di corruttele che inquina la pubblica amministrazione. E questa emergenza  senza controllo sarà la tomba del governo Renzi”.


autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...