Referendum autonomia, Storace (MNS): "Lo vogliamo anche nel Lazio"

23 ottobre 2017 ore 14:16, Americo Mascarucci
Un referendum autonomista anche nel Lazio. E' la proposta dell'ex governatore Francesco Storace, a capo insieme all'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, del Movimento nazionale per la Sovranità. Storace intervistato da Intelligonews commenta gli esiti referendari in Lombardia e Veneto dove Maroni e Zaia sono pronti ad intavolare la trattativa con il Governo per la concessione dell'autonomia fiscale. Da parte dell'Esecutivo è però arrivato il primo stop da parte del ministro Maurizio Martina a detta del quale, autonomia fiscale e sicurezza, non possono essere materie di trattativa in quanto di esclusiva competenza dello Stato.
Referendum autonomia, Storace (MNS): 'Lo vogliamo anche nel Lazio'

Il Pd attacca e sostiene che i risultati del referendum in Lombardia e Veneto sarebbero di gran lunga inferiori a quanto ci si attendeva. E' così?

"Il Pd prova sempre una pulsione irrefrenabile, aggiunta a conati di vomito, ogni volta che il popolo vota. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Questo è un Paese in cui ormai va a votare a malapena il 50% degli aventi diritto e va a votare quando c'è da eleggere un presidente di regione, un sindaco o un consigliere a cui può dare la preferenza. In questo caso non c'era in palio l'amministrazione locale ma una battaglia di principio per far sì che più competenze si spostino sulle regioni e il Pd dimentica i milioni di elettori che hanno votato".

Davvero ritiene utile un referendum autonomista anche nel Lazio?

"Sto lavorando ad un progetto volto a far sì che si possa ragionare sull'ipotesi di poteri costituzionalmente garantiti a livello regionale alla città di Roma".

L'obiezione che viene posta è che mentre Lombardia e Veneto sono regioni virtuose, il Lazio è in deficit. Come risponde?

"Il Lazio è la seconda economia d'Italia. E' vero come ha scritto la Corte dei Conti che l'Amministrazione Zingaretti ha aggravato la situazione debitoria del Lazio, ma la questione non è quanto è alto o meno il debito ma quali competenze si possono avere e si possono governare. Se fare le riforme dipendesse dall'entità del debito pubblico, allora in Italia non se ne potrebbe fare neanche una".

Sia Berlusconi che Salvini hanno detto che la vittoria del sì sarebbe stata una vittoria del centrodestra. E' realmente così considerando il parere divergente di Giorgia Meloni?

"Fratelli d'Italia è un azionista minoritario del centrodestra. Se non sono d'accordo affari loro"

E sul fatto che come dice la Meloni non vi può essere autonomia senza presidenzialismo?

"Questo può anche essere vero, ma non è un motivo sufficientemente valido per bocciare i referendum". 
caricamento in corso...
caricamento in corso...