Mazzillo cacciato da Raggi chiama in causa Di Maio: Casaleggio pompiere

24 agosto 2017 ore 15:45, Americo Mascarucci
L'ex assessore Andrea Mazzillo la defenestrazione da assessore al Bilancio del Comune di Roma non l'ha presa affatto bene. Virginia Raggi lo ha ringraziato pubblicamente rinnovandogli stima ma facendo capire a chiare lettere che il rapporto di fiducia si era ormai incrinato. Al suo posto arriva dal Comune di Livorno Gianni Lemmetti, componente della giunta toscana del sindaco pentastellato Filippo Nogarin dove ha ricoperto fino ad oggi l'incarico di assessore al Bilancio e alle Partecipate. A volere il terasferimento di Lemmetti a Roma sarebbero stati Grillo e Casaleggio che avrebbero convinto Nogarin a cedere il proprio assessore alla Raggi. Pare che il primo cittadino livornese non fosse tanto per la quale. Sarebbe stato Davide Casaleggio a sbrogliare la matassa. Mazzillo stava creando tensioni nella maggioranza, quasi tutti i consiglieri M5S non lo volevano più assessore al Bilancio, la Raggi aveva cercato a fine luglio di spegnere l'incendio limitandosi a dimezzarlo, privandolo della delega al Patrimonio. Casaleggio pare abbia svolto in queste settimane il ruolo di pompiere, raffreddando la tensione nella maggioranza e tirando fuori dal cilindro la soluzione Lemmetti accettata da tutti, tranne che da Nogarin che alla fine ha ceduto.
Mazzillo cacciato da Raggi chiama in causa Di Maio: Casaleggio pompiere

L'ATTACCO DI MAZZILLO
Intervistato da Repubblica l'ex assessore non ci sta e attacca: "Per anni ho condiviso i progetti e le aspirazioni del Movimento. Fino in fondo. In campagna elettorale sono stato il mandatario della sindaca e ho tutelato gli interessi suoi come quelli dell’intero Movimento. Il mio è stato un ruolo di garanzia per tutti" tiene a precisare.
Ciò nonostante però nel M5S erano in tanti ad essergli ostile. Questo cordone di ostilità però Mazzillo dice di non averlo mai avvertito e anzi di aver trovato orecchie sensibili circa le sue preoccupazioni sul futuro della Giunta: "Delle mie preoccupazioni ne parlai anche con i vertici del Movimento, che le condivisero - rivela - Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera si mostrò sensibile, e non penso che sia irrilevante. Era appena scoppiato il caso Atac e mostrò di comprendere le mie perplessità".
Già, il caso Atac!. Perché fra Mazzillo e la Raggi i rapporti si sono incrinati proprio sulle modalità di gestione del dissesto finanziario della municipalizzata dei trasporti. La strada prediletta dalla maggioranza dei consiglieri e dalla Giunta sarebbe quella del concordato preventivo che Mazzillo giudica pericolosa: "
"Ho detto come la penso sul concordato preventivo che si vuole fare. Nella pancia dell’Atac ci sono 429 milioni di crediti verso il Comune che con il concordato si rischiano di perdere. E questo non è un elemento facilmente digeribile per i conti di Roma Capitale. Che si rischia di passare dal commissariamento dell’Atac a quello del Comune".
Parole pesanti che ancora una volta chiamano in causa il vicepresidente della Camera. Non è la prima volta che Di Maio si trova coivolto nei problemi della Giunta capitolina. E ogni volta sembra quasi che il parlamentare M5S si trovi dalla "parte sbagliata", quella cioè di chi tenta di difendere l'indifendibile per Grillo e Casaleggio. Era già successo con la nomina di Raffaele Marra, indigesta al M5S ma non a Di Maio che pare fosse tutt'altro che ostile all'ex deus ex machina del Campidoglio (anche se poi il vicepresidente della Camera ha smentito di aver difeso Marra).
Mazzillo non ha gradito il benservito e attacca ancora: "Ho svolto il mio compito con coscienza. Ho iniziato a sistemare le vecchie partite. Ho approvato il bilancio in anticipo. Ho messo a posto i debiti fuori bilancio. Ho reperito le risorse per le strade e le scuole. Ho risolto rogne indicibili, come quella di Multiservizi. Sarei riuscito a far quadrare anche la vicenda dell’Atac, in bonis, senza mettere in mezzo tribunali, avvocati, periti...Mai avrei immasginato di essere ripagato in questo modo". Un 'altra testa dunque è caduta nello scacchiere del Campidoglio nella girandola di ingressi e dimissioni che hanno caratterizzato un anno di amministrazione Raggi. 

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