Ascani (Pd): “Giù la spesa, no a nuove tasse. Italicum, fare bene senza veti da Berlusconi”

24 febbraio 2014 ore 13:56, Lucia Bigozzi
Ascani (Pd): “Giù la spesa, no a nuove tasse. Italicum, fare bene senza veti da Berlusconi”
“Tassare i Bot non aiuta il paese”. L’unica via è “tagliare la spesa, non mettere nuove tasse”. Dal caso Del Rio alla patrimoniale passando per i maldipancia civatiani, i messaggi di Bersani e quelli del lettiano Boccia sulla “gestione del partito ora che Renzi è premier”, Anna Ascani parlamentare dem, a Intelligonews affronta i nodi sul tavolo nel giorno della fiducia a Renzi in parlamento.
Onorevole Ascani, l’uscita di Del Rio sui Bot è la prima frittata del governo Renzi? «Non credo che tassare i Bot sia la risposta alle necessità del paese. Il governo da Palazzo Chigi ha chiarito che non c’è alcuna intenzione di mettere nuove tasse, quindi mi pare che l’ipotesi sia già stata accantonata. La via giusta è il taglio alla spesa, stamani c’è stato un summit tra il ministro dell’Economia Padoan e il premier proprio su questo: di tasse ce ne sono già abbastanza, meglio agire sulla spesa». Resta in agenda la patrimoniale? Secondo lei è giusto o no proporla? «E’ un tema che specialmente dentro il Pd è stato enormemente dibattuto. Il programma di governo sarà di coalizione perché non governiamo da soli e le valutazioni dei nostri alleati conteranno. Ai tempi della campagna elettorale il Pd era favorevole a una patrimoniale sui redditi molto alti. Vedremo se il governo di coalizione quale tipo di azione assumerà ma certo che la patrimoniale di per sé è una tassa e oggi per il paese è importante partire dai tagli della spesa improduttiva, non dalle tasse». Che valutazione dà della squadra di Renzi? «E’ un esecutivo giovane anche se ci sono diverse conferme. C’è un segno di continuità e tutti possono fare bene. Nella mia carriera politica ho fatto parte della Conferenza delle donne Pd e il fatto che nell’esecutivo metà dei ministri sono donne è un buonissimo segno. Premesso che le persone di valutano sulla base di ciò che fanno, non sull’età o sul sesso, diamo fiducia al nuovo esecutivo. Per qualcuno un difetto potrebbe essere l’inesperienza, ma la storia insegna che talvolta diventa un pregio. Apprezzo che vi sia un segno di continuità con il governo Letta e che il lavoro di questi dieci mesi non venga buttato via». Che cosa ha provato davanti al gelo tra Letta e Renzi nel passaggio della campanella. C’è un racconto politico in quelle immagini? «Il passaggio dal governo Letta a Renzi è stato complesso. Sono stati scritti anche un sacco di retroscena ed è evidente che quando accade che un premier venga sfiduciato nella direzione del suo partito si apre una riflessione politica e quindi i passaggi si fanno più complicati. Letta ha dimostrato uno straordinario senso delle istituzioni non vedo altro se non la volontà di chiudere un’esperienza chiusa per volontà del suo partito e lasciare il campo a chi ha voluto mettersi in gioco, a chi ci ha voluto mettere la faccia. Letta non ha mai rilasciato dichiarazioni sopra le righe e ha messo al primo posto il fatto di dare stabilità al paese». Civati e i civatiani: che succede nel partito? «Ricordo che al primo voto di fiducia del governo Letta, Civati non partecipò e senza nessuna consultazione on line: già allora si parlò di scissioni che poi non ci sono state. Non voglio assolutamente pensare che stavolta andrà diversamente. Credo che i motivi di preoccupazione di Civati sono gli stessi di allora, forse qualcuno in più viste le dichiarazioni di Renzi che – provo a interpretare il pensiero di Civati – la pensava come lui qualche tempo fa. Non credo all’ipotesi di scissione e del resto lo stesso Civati ha annunciato che voterà la fiducia». Il lettiano Francesco Boccia sostiene che adesso che Renzi è premier, occorre aprire una riflessione sulla gestione del partito. Nuova resa dei conti. «Paradossalmente il Pd è un partito che esiste dal 2008 ma è la prima volta che ha un segretario che è anche premier. Per noi è una novità e come tutte le novità impongono una riflessione politica. Credo sia importante che il Pd svolga il suo ruolo anche e oltre l’attività di governo portando un contributo positivo e che sia necessaria una riflessione politica su come si garantisce tutto questo, a cominciare dalla parte organizzativa dei circoli e del radicamento territoriale». Come commenta la prima intervista di Bersani dopo la malattia? «Bersani dimostra ancora una volta di essere una persona molto seria e molto più lucida di tanti che non abbiano subito gli stessi incidenti. Ci dice: niente scherzi sulla fiducia ma ci dice anche che adesso conta ciò che facciamo, guardiamo alle cose concrete; suol breve la grandi campagne mediatiche funzionano ma occorre impegno concreto sui fatti. Bersani si mette a disposizione e il fatto che proprio a causa della sua malattia ci sia stata la conferma di quanto è amato dal nostro popolo è importante perché è uno sprone a metterci tutta l’energia per cambiare le cose e il paese». Legge elettorale dopo la riforma del Senato? Berlusconi è già sugli scudi: il patto tra il Cav. e Renzi è a rischio? «Se questa è una legislatura costituente è chiaro che l’orizzonte è fare le riforme costituzionali e quindi arrivare anche al superamento del bicameralismo perfetto. A me interessa che la legge elettorale sia fatta bene e se c’è una discussione da fare su preferenze, soglie e collegi con tempi più larghi, la si facesse con maggiore serenità. Prendiamo il tempo che serve ma sapendo che non può diventare infinito perché la gente non ce lo perdonerebbe. Occorre trovare il giusto equilibrio tra una legge fatta bene e i tempi necessari per farla bene. Non di certo restare appesi ai desiderata di Berlusconi».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...