San Camillo, bando medici non obiettori: la verità dietro le quinte

24 febbraio 2017 ore 13:56, Americo Mascarucci
Non si placano le polemiche sul bando della Regione Lazio rivolto all'assunzione di medici non-obiettori presso l'ospedale San Camillo. Un bando che da più parti hanno definito discriminatorio e che ha provocato le reazioni, oltre che dei vescovi italiani, anche del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Mentre il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha spiegato che il bando si è reso necessario per garantire il rispetto della legge 194 la cui applicazione risulterebbe compromessa dal crescente numero di medici obiettori che si rifiuterebbero di praticare le interruzioni di gravidanza. 
Ora però la polemica sembra tingersi di nuovi ulteriori retroscena. 
San Camillo, bando medici non obiettori: la verità dietro le quinte

IL SOSPETTO
Molti infatti in queste ultime ore hanno avanzato sospetti in ordine alle reali ragioni del bando.
Alcuni fanno notare come l'unità legata alla legge 194 sia in pratica un'unità autonoma che sopravviverebbe a parte e sarebbe scollegata dai reparti ginecologici, quelli in cui ci si reca per fare le visite o per partorire. E' quindi evidente come all'interno di questa unità, creata proprio per garantire l'applicazione della legge e quindi praticare gli aborti, si renda necessaria la presenza di medici non obiettori. 
Un eventuale bando però non dovrebbe essere funzionale a coprire una carenza strutturale di ginecologi e quindi una carenza che interesserebbe l'intero reparto di ginecologia e non specificatamente l'unità operativa legata alla legge 194. 
Se così fosse risulterebbe illegittimo imporre la condizione di non obiettori per assunzioni non legate esclusivamente all'unità 194. 
Insomma, la regola vorrebbe che non si tentasse di ovviare il problema della carenza di personale prendendo i fatidici "due piccioni con una fava" ossia supplendo, insieme alle carenze strutturali di ginecologia anche quelle dell'unità 194. Perché per coprire la carenza di ginecologi andrebbe seguita la graduatoria. 
Di certo la polemica non sembra destinata, almeno per il momento, a cessare.
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