Roma, la visita a casa finisce male: medico picchiato e allarme Fimmg

24 giugno 2017 ore 15:59, Andrea Barcariol
Visita domiciliare terminata molto male per un medico. La vicenda è accaduta nella zona di Fiano Romano, a pochi chilometri dalla capitale, come racconta il quotidiano il Messaggero. Solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine il peggio è stato scongiurato. A denunciare l'episodio è stata la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Lazio. «Si tratta dell’ennesimo episodio di aggressione ai danni di un medico della continuità assistenziale – si legge in una nota – L’aggressione avvenuta durante una visita domiciliare mette in risalto la situazione di costante pericolo in cui operano quotidianamente i medici della continuità assistenziale che ogni notte si recano nelle abitazioni delle persone malate. L’aggressore era già noto e segnalato perché ogni notte chiedeva interventi per malattie urgenti senza un riscontro, manifestando un disagio sociale e mentale».

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Il paziente aveva richiesto la presenza del dottore a casa, ma poi si sarebbe innervosito per motivi ancora da chiarire, arrivando a picchiare l’uomo che lo stava visitando. «Le carenze di sicurezza sono sempre alla base di questi episodi – ha dichiarato Maria Corongiu segretario regionale della Fimmg Lazio – ma alla base c’è anche una scarsa organizzazione territoriale che non gestisce a dovere questi casi dal punto di vista socio sanitario scaricandoli sui medici di guardia costretti a sopperire a carenze non loro. Sarebbe anche auspicabile che nelle centrali di ascolto venga creato un database delle “criticità” per evitare di mandare i medici allo sbaraglio o tantomeno prevedere sistemi di protezione in tali interventi a rischio. La Fimmg Lazio nell’esprimere solidarietà al collega aggredito fornirà tutto l’appoggio del proprio ufficio legale».
Un episodio che ricorda quanto recentemente accaduto al Pronto Soccorso di un ospedale di Napoli, dove un medico è  stato colpito con pugni al volto da un uomo che si era presentato nel presidio per farsi medicare una ferita lacero contusa alla testa, mentre la notte dello scorso Capodanno, a Catania un medico era stato vittima di un vero e proprio blitz al pronto soccorso dell’ospedale «Vittorio Emanuele».

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DATI

«Chi aggredisce un medico, aggredisce se stesso». Per rispondere all’ondata di episodi violenti che spesso hanno visto il personale sanitario avere la peggio, l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari lo scorso marzo ha lanciato una campagna di comunicazione: «In Puglia è record di aggressioni ai medici: difendiamoli, difendiamo la nostra salute». Questo il messaggio sui cartelloni pubblicitari affissi nei sei capoluoghi della Regione, che vanta questo triste primato: il 26% degli episodi di violenza nei confronti di medici o infermieri conteggiati tra il 1984 e il 2016. A seguire Sicilia (16%),  Lombardia e Sardegna (13%).

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