La festa della Roma si è trasformata in un incubo

24 luglio 2013 ore 16:06, intelligo
roma_lazio_tifoserie--400x300 di Micaela Del Monte L'intero quartiere di Testaccio (noto per la sua fede prevalentemente giallorossa) è rimasto “vittima” della furia di una frangia di tifosi giallorossi che invece di festeggiare l'86esimo compleanno della propria squadra hanno deciso non solo di imbrattare qualsiasi muro e saracinesca del rione, ma anche di sparare petardi ad intermittenza tra lo sgomento e la rabbia degli abitanti. Scritte razziste, antisemite e oltraggio ai morti, è il repertorio di cui questi “tifosi” si sono fatti portavoce. “Laziale ebreo”, “Laziale albanese”, “Con coppe, coccarde e trofei, una minoranza etnica resterai!”, “Coppa in faccia? No, razzo in faccia!”: per ricordare l'incidente di Vincenzo Paparelli, morto a causa di un petardo lanciato dalla curva Sud in un derby del 1979. Nel quartiere che rappresenta da sempre il tifo romanista sono stati in pochi a riconoscersi in questa guerriglia. Una guerriglia senza senso, probabilmente indotta da un gruppo di sostenitori più estremisti che non dovrebbero nemmeno essere considerati tifosi. Sono stati circa in 500 quelli che hanno dato voce a tutta la frustrazione accumulata negli ultimi due campionati e che ha avuto il suo apice con la sconfitta nella finale di coppa Italia contro appunto la Lazio. Per questo non si sono risparmiate le scritte contro i “cugini” e soprattutto slogan come “Roma è nostra” e “Roma è ancora giallorossa”. La serata poteva andare diversamente, poteva essere una vera festa a cui avrebbero dovuto partecipare famiglie e bambini, non solo un modo di sfogarsi e soprattutto di rovinare quello che è il patrimonio della Capitale. Non a caso il nuovo sindaco Marino ha già mobilitato l'Ama per ripulire il quartiere Testaccio e per far dimenticare agli abitanti l'accaduto. Ciò non toglie che questi eventi debbano essere gestiti diversamente e soprattutto in modo più controllato e magari con festeggiamenti che ricordino più il sano calcio che le faide tra le tifoserie.
autore / intelligo
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