Il degrado di Roma finisce (anche) sul New York Times

24 luglio 2015, Americo Mascarucci
Il degrado di Roma finisce (anche) sul New York Times
Ignazio Marino è una persona onesta, ma non saprebbe amministrare la città. E’ ciò che emerge da un’inchiesta pubblicata sul New York Times e relativa al degrado di Roma. 

Il giornale statunitense denuncia come la Capitale sia abbandonata a se stessa, in balia di sporcizia (campeggiano nel servizio foto d’immondizia non raccolta nelle vie del centro) parchi pubblici lasciati in preda all’incuria, spaccio di droga e microcriminalità dilaganti, scioperi selvaggi e dulcis in fundo i risvolti dell’inchiesta “Mafia Capitale” con le presunte infiltrazioni mafiose nell’apparato amministrativo del Campidoglio ad opera del duo Buzzi-Carminati. 

Sul Campidoglio ha pesato per settimane l’ombra dello scioglimento del Consiglio comunale per mafia, ipotesi questa che al momento sembrerebbe scongiurata stando almeno alle risultanze della relazione del Prefetto Franco Gabrielli, che pur avendo evidenziato come le infiltrazioni ci siano state e pure pesanti, ha riconosciuto a Marino il merito di aver interrotto certe consuetudini. Tuttavia il sindaco si trova alle prese con un difficile rimpasto che gli ha imposto in primo luogo il suo partito, il Pd, deciso ad inaugurare una fase due dell’amministrazione capitolina, considerando la prima del tutto deludente. Stando ai resoconti giornalistici provenienti dagli Usa, i romani sarebbero certi dell’onestà di Marino e della sua estraneità alle vicende di “Mafia Capitale” ma allo stesso tempo si chiedono se proprio lui sia la persona giusta per amministrare Roma e fermare il declino della città. 

Marino in questi ultimi tempi appare piuttosto nervoso, un po’ per la forte rilevanza mediatica che lo scandalo di “Mafia Capitale” ha assunto a livello internazionale, un po’ per le forti pressioni che arriverebbero dal Pd per portare in porto il rimpasto della giunta, un po’ per il malcontento dei cittadini che cresce di giorno in giorno; sta di fatto che nei giorni scorsi il primo cittadino ha perso le staffe e offeso una cittadina di San Lorenzo che in sua presenza protestava contro il degrado del quartiere. Sicuramente il servizio del New York Times non contribuirà a rasserenare il clima, nonostante il sindaco si sia giustificato con il corrispondente Usa dicendo che il suo primo impegno, giunto in Campidoglio, è stato quello di ripristinare le regole e combattere il malaffare. 

E allora evviva l’onestà e la trasparenza di Marino ma i romani si attendono altro; oltre che un sindaco onesto si attendono anche un’amministrazione che sia in grado di risolvere le emergenze della Capitale che sono tante.  Del resto la schiacciante vittoria riportata dal chirurgo alle ultime elezioni comunali dimostrava chiaramente il desiderio della città di vedere realizzato un cambio di passo deciso e risoluto, una discontinuità non soltanto nelle parole e nelle promesse ma anche e soprattutto nei fatti. 

Cambio di passo e discontinuità che però non si sarebbero visti se è vero che Roma, a detta di tutti gli osservatori più attenti, il New York Times per ultimo, è una città soffocata dal degrado, ambientale, civile e ahinoi anche morale. Tutto questo mentre il sindaco è costretto a parare i colpi sempre più violenti che arrivano dal suo stesso partito dove in tanti, troppi, vedrebbero con favore un suo passo indietro e un ritorno alle urne (i maligni sostengono che il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti si starebbe da tempo scaldando negli spogliatoi desideroso di trasferirsi in Campidoglio insoddisfatto dell’esperienza in Regione). 

Marino per ora resiste, ma fino a quando sarà davvero in grado di reggere l’urto di un’opinione pubblica che comincia seriamente a chiedersi se l’onesto chirurgo “prestato” alla politica non sia in realtà “l’uomo giusto nel posto sbagliato?”.

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